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Puglia, in calo occupati e Pil

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Nei primi sei mesi del 2009 l’economia pugliese è sprofondata nella recessione. Ma nonostante l’occupazio ne sia calata del 4,4% rispetto al 2008 e la cassa integrazione sia cresciuta del 157%, la fiducia degli imprenditori è aumentata in particolare nei mesi estivi. È la fotografia scattata da Bankitalia nella relazione sui primi sei mesi dell’economia in Puglia, illustrata ieri dal centro studi di Bari e dal direttore Vincenzo Umbrella. I dati quantitativi, è stato spiegato, parlano di una situazione difficile, ma gli indicatori qualitativi – rilevati attraverso un sondaggio sul 68% delle imprese pugliesi – sono risultati in miglioramento: la percentuale delle imprese che prevedono un incremento degli ordini è aumentata del 5% ed è analoga a quella delle imprese che si aspettano un calo (32%). In calo le vendite all’estero delle imprese pugliesi (-26,8%), poco di più rispetto alla media nazionale (-24,2%), ma inferiore rispetto al Mezzogiorno (-35%). In calo, si diceva, l’occupazione: – 4,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una discesa maggiore alla media nazionale (-1,2%) e a quella del Sud (-3%).

La conferma arriva dal calo su base annuale del Pil (-4,8%), temperato dal +0,6% trimestrale e dall’aumento della rischiosità del credito, segni ambedue di una maggiore debolezza del sistema economico: a fronte di un aumento dei prestiti del 5% (1,7% alle imprese) , è cresciuta dall’1,6 all’1,8% la possibilità che il creditore sia insolvente. Segno giù, infine, anche per il turismo: gli arrivi e le presenze di turisti in Puglia sono diminuiti dell’1,7%.

Dalla Regione, assente il presidente Vendola ma presenti gli assessori Loredana Capone (Sviluppo), Gianfranco Viesti (Sud) e Michele Pelillo (Bilancio), raccolgono il quadro di poche luci e tante ombre e rilanciano: il governo aiuti la Puglia ripristinando le politiche degli incentivi che sono state stoppate.
«Ci vuole un maggiore impegno da parte del governo. Occorre – dice la Capone – una azione congiunta. Abbiamo firmato l’accordo di programma per la ricerca da più di tre mesi, ma i 405 milioni di euro sono nel cassetto del ministero».

«La Regione ha immesso 550 milioni di euro nel sistema economico, mentre i Fondi Fas sono rimasti bloccati da giugno». «In una congiuntura difficile – dice Viesti – gli incentivi nazionali sono fermi per la prima volta dal ‘92. Le Regioni non possono fare tutto».

Ne ha da dire anche il sindaco di Bari Michele Emiliano. «Il Comune è sano, non ha debiti, ma pur facendo il nostro dovere e pur avendo oltre cento milioni di euro in cassa, Bari rischia di violare il patto di stabilità».


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