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Verso le Regionali/ Idv e Udc «No a Vendola» Il Pd resta da solo?

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«Il dado è tratto, l’Italia dei Valori è pronta a scendere in campo con una propria lista e un proprio candidato presidente della Regione». Il coordinatore dei dipietristi pugliesi Pierfelice Zazzera chiude ogni porta all’accordo raggiunto col Pd sulla ricandidatura di Nichi Vendola e annuncia che il «no» del leader Di Pietro potrà essere rivisto solo se il governatore uscente farà un passo indietro. Lo «strappo» nel centrosinistra ha tenuto sul filo di lana per tutta la giornata il segretario regionale Pd Sergio Blasi, che aveva convocato un incontro con Vendola e il sindaco di Bari Michele Emiliano per dare un’accelerata alle decisioni. L’incontro, prima slittato alle 21, è poi saltato: il presidente della Regione, di rientro da Roma, è stato «dirottato» su Brindisi a causa della nebbia. Ed è tornato col piglio deciso di sempre, pronto a ricandidarsi anche senza la coalizione «larga» che il leader Pd Massimo D’Alema aveva auspicato.
Evidente che a Blasi e al Pd pugliese, lasciato solo dal leader – impegnato nella battaglia europea per la sua nomina a Mr Pesc – la situazione Regionali sta sfuggendo di mano. Nel frattempo, dopo la chiusura delle porte da parte dell’Udc, l’Idv – in rotta col governatore per le nuove nomine nella sanità e con Emiliano per la vicenda del vicesindaco di Bari Pisicchio – ha rotto gli indugi e già oggi, in caso di segnali giudicati insufficienti dal Pd, è pronta ad annunciare il candidato governatore.
«Con una coalizione così – ragiona Zazzera – possiamo solo perdere le elezioni, tanto vale correre da soli “sacrificando” il candidato presidente ma ottenendo l’elezione di qualche consigliere. Perdura lo stato confusionale nel centrosinistra pugliese e non c’è alcun gesto di discontinuità da parte del governo regionale». I punti programmatici dell’Idv restano gli stessi e molti sono in comune con quelli enunciati da Vendola («sanità liberata dai partiti e dagli indagati; Puglia denuclearizzata; gestione trasparente dei rifiuti; acqua bene pubblico»). Ciò, che invece, divide i dipietristi dai Democratici è la china presa dal Pd, rimasto legato mani e piedi ad un candidato non condiviso. «La Puglia ha bisogno di un taglio netto con le pratiche del passato. Non è più tollerabile la manfrina in atto e l’irresponsabilità di chi, pur sollecitato, pensa alla propria sopravvivenza piuttosto che al bene comune della coalizione e del progetto». Due le ipotesi in campo per il candidato governatore, tramotata la possibilità di schierare la pm Clementina Forleo: quella dello stesso Zazzera (da deputato, disinteressato alla propria elezione) e quella del giornalista Carlo Vulpio, che non ce l’ha fatta alle ultime europee.
A Roma, intanto, circola voce che il Pd dia già per persa la partita in Puglia (al pari della Calabria). Con un’alleanza che anche qui, oltre all’Idv, vede frantumarsi la Sinistra e Libertà del candidato governatore. Ieri Il segretario del Psi Riccardo Nencini ha incontrato Pierluigi Bersani: appoggio ai candidati del centrosinistra, ma con proprie liste.


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