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Regione Puglia/ Indagini Sanità «commissariata» la pm Digeronimo

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Il procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, ha coassegnato ad altri due magistrati l’indagine sul presunto intreccio tra politica e affari nella gestione della sanità pugliese. Al pm inquirente, Desirè Digeronimo, sono stati affiancati i colleghi Marcello Quercia (del pool imprese e patrimonio) e Francesco Bretone (del pool pubblica amministrazione). Per i tre sostituti procuratori Laudati ha disposto che tutti gli atti debbano essere predisposti a firma congiunta, ciò vuol dire che nessuno potrà agire autonomamente senza il consenso degli altri due. Finora l’indagine del pm Digeronimo, che riguarda una parte consistente del sistema sanitario regionale e tira in ballo per reati da verificare i vertici della Regione Puglia, era stata l’unica inchiesta sulla sanità a non essere coassegnata. Anche su questa indagine farà da coordinatore il sostituto procuratore Renato Nitti che ha il compito di evitare la duplicazione di atti di indagine nel pool sanità. Questo compito è solitamente svolto da un procuratore aggiunto ma poichè a Bari dei tre previsti uno solo è in servizio (uno dei due posti è vacante da quasi un anno, l’altro da meno di un mese), Laudati ha deciso di delegare un suo sostituto. Altri magistrati del pool sanità ha anche deciso di chiedere al gip la revoca della precedente richiesta di archiviazione presentata nei confronti degli imprenditori Gianpaolo Tarantini, Enrico Intini e Cosimo Cavallo e dell’ex dg della Ausl Bari Lea Consentino per i reati di corruzione e associazione per delinquere. A carico di quattro sono emersi elementi nuovi, confortati dall’interrogatorio a cui è stato sottoposto Tarantini pochi giorni fa. 


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