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Come si destagionalizza se per un milanese costa meno raggiungere Parigi e non Bari?

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Criticità, non solo dati positivi, per lo sviluppo del turismo pugliese.

 

Si è conclusa a Bari la seconda giornata del Forum regionale del Turismo. Il forum, giunto alla sua terza edizione, ha permesso il confronto tra autorità politiche, associazioni e strutture turistiche. Al vaglio i risultati ottenuti nel settore turistico con le politiche adottate da questa legislatura e le nuove idee per continuare a crescere.

A introdurre la discussione sulle ‘Nuove linee per lo sviluppo turistico della Puglia’ è stata l’assessore regionale al Turismo e Industria alberghiera, Magda Terrevoli. “I nostri prodotti hanno una grande valenza nel decretare la Puglia come meta turistica, bisogna quindi evitare di proporre un prodotto standardizzato” ha detto la Terrevoli che promette attenzione a tutte le iniziative che mireranno alla crescita del settore.

In un video, mostrato al forum, sono state racolte le dichiarazioni dei sindaci delle principali città pugliesi in cui spiegano come intendono incentivare la riqualificazione dei territori e la destagionalizzazione del turismo. Tutti d’accordo nel puntare sui prodotti enogastronomici, punto di forza della Puglia ma, per molti degli intervistati la collaborazione con le aziende non è cosa facile.

Intanto la nostra regione ha registrato nel 2008, nel settore turistico, un trend di crescita dell’8% e in internet un milione di utenti, nazionali e internazionali, hanno effettuato ricerche sulle strutture turistiche del territorio.

Da Gianfranco Viesti, assessore regionale al Sud e diritto alla studio, lamentele sulla poca collaborazione del governo nazionale alla crescita della nostra regione.

“Come si fa a destagionalizzare il turismo se a un milanese costa meno andare a Parigi che venire a Bari?” ha detto Viesti ricordando le alte tariffe aeree e la scarsità di linee ferroviarie sulla costa adriatica. L’assessore regionale alle Opere Pubbliche, Fabiano Amati, denuncia, poi, una deficienza della viabilità interna.

“Se il mondo del turismo non incomincia a rimproverare le Provincie che si occupano del grande sistema viario e non curano quello della Daunia, l’entroterra pugliese non vedrà una crescita turistica” ha detto Amati.

Ma per migliorare i dati che decretano la Puglia una delle mete turistiche desiderate, secondo Angela Barbanente, assessore regionale all’Assetto del Territorio, non bisogna guardare solo alle infrastrutture ma anche a migliorare i servizi.


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