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Maremoto concessioni (1)/ L’Unione Europea fa tremare gli stabilimenti balneari

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Scadute le concessioni si va all’asta. Stop ai rinnovi automatici delle concessioni demaniali  — Alla manifestazione di protesta a Roma del 1° dicembre ci saranno anche gli operatori balneari di Vieste.

 

Non più rinnovi automatici delle concessioni demaniali marittime ma messa all’asta delle stesse una volta esauritasi la loro durata.
Tradotto in parole semplici: basta con le concessioni di spiaggia automatiche. Si dovranno indire delle aste ed assegnare i beni demaniali (di qualunque tipo) al miglior offerente.
Questa rivoluzione nel mondo delle concessioni demaniali, soprattutto nel settore marittimo, scaturisce da un’iniziativa dell’Unione Europea. La Commissione Europea ha aperto, infatti, una procedura di infrazione a carico dell’Italia per violazione dell’art. 43 di cui al Trattato CE. Così il futuro delle concessioni insistenti sul demanio marittimo è strettamente collegato alla soluzione di tale procedura.
Andiamo per ordine. La normativa nazionale dispone, all’art. 10 della L. 88/2001, che «le concessioni di cui al c. 1, indipendentemente dalla natura o dal tipo di impianti previsti per lo svolgimento delle attività, hanno durata sessennale. Alla scadenza si rinnovano automaticamente per altri sei anni e così successivamente ad ogni altra scadenza, fatto salvo il c. 2, art. 42 cod. nav.»
Tale disposizione è stata fatta oggetto di procedura di infrazione poiché la Commissione Europea la ritiene incompatibile con il diritto comunitario in quanto, consentendo il rinnovo automatico delle concessioni determina disparità di trattamento tra gli operatori economici in violazione della libertà di stabilimento di cui all’art. 43 del Trattato comunitario, dove per «libertà di stabilimento» si intende la possibilità di costituire e gestire un’impresa o intraprendere un’attività economica in un paese comunitario tramite l’apertura di agenzie, filiali e succursali; nonché la possibilità di esercitare attività non salariate; per essere più precisi: la normativa italiana sarebbe in contrasto con la direttiva europea, la cosiddetta «Direttiva servizi».
Le conseguenze normative dell’adempiere alle indicazioni dell’Unione Europea stanno mettendo in subbuglio tutto il settore delle imprese balneari che vede venir meno quello che da sempre è stato un punto fermo per le proprie attività: il rinnovo automatico delle concessioni.
Così migliaia di imprenditori turistici si mobiliteranno per la prima volta a livello unitario, con un appuntamento a Roma il prossimo 1° dicembre, per l’Assemblea Generale delle Imprese Balneari. Organizzata dalle principali associazioni del settore: SIB-Sindacato Italiano Balneari aderente a Confcommercio e FIBA-Federazione Italiana Imprese Balneari aderente a Confesercenti, la manifestazione è stata promossa per far conoscere il momento estremamente delicato per l’intera categoria, causa una procedura di infrazione comunitaria, relativa alla messa in asta delle concessioni demaniali, che rischia di comportare pesanti conseguenze economiche sull’intero comparto, mettendo in forse l’apertura stessa degli stabilimenti balneari la prossima stagione turistica e gli attuali livelli di occupazione.
Gli imprenditori intendono perseguire due obiettivi: dal Governo, nei confronti della Commissione Europea, un regime transitorio indispensabile per lo studio delle modifiche legislative da apportare alla vigente normativa che regolamenta il regime concessorio.
Dal Parlamento l’assicurazione di una continuazione nei rapporti di concessione, attraverso una proroga anche ventennale, dei titoli vigenti, tale da poter ammortizzare gli ingenti investimenti realizzati dagli attuali imprenditori per innovare e diversificare l’offerta di qualità del prodotto turistico balneare.
Tutto questo senza trascurare l’assoluta necessità di trovare una soluzione definitiva al problema dei canoni demaniali con la conversione in legge del Protocollo d’intesa sottoscritto, un anno fa, dall’attuale Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, dalle Regioni e dalle Associazioni di categoria.
Di tutta questa problematica si è discusso anche a Vieste in un’apposita riunione convocata presso la locale sede della Confcommercio dagli aderenti al SIB, il Sindacato Italiano Balneari aderente a tale organizzazione di categoria.
Il presidente regionale del SIB, Antonio Capacchione, ha spiegato nel dettaglio ai partecipanti le gravissime conseguenze che andrebbe ad innescare la procedura d’infrazione all’Italia da parte dell’Europa. Al termine dell’incontro si è deciso di aderire alle iniziative di protesta del sindacato organizzando perciò un apposito pullman di operatori locali del settore per partecipare alla manifestazione di Roma del prossimo 1° dicembre.


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