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Vieste/ Se non paga, dal 1° dicembre per Sannicandro porte chiuse in discarica

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L’aveva preannunciato nel Consiglio comunale dello scorso 1° ottobre ed ora, forte di un’apposita delibera di Giunta, il sindaco Ersilia Nobile ha intimato lo stop all’accesso in discarica al Comune di Sannicandro. Così se Costantino Squeo, sindaco di quella cittadina, non provvederà a saldare il debito accumulatosi negli anni per il conferimento dei rifiuti a Vieste, a partire dal prossimo 1° dicembre i camion provenienti da Sannicandro non potranno accedere in discarica.
Tale decisione, corredata di tutta la documentazione attestante la situazione debitoria pregressa con Sannicandro, è stata formalizzata con una comunicazione, inoltrata per conoscenza anche alla Provincia, alla Regione ed al Prefetto di Foggia lo scorso 18 novembre.
Alla decisione, sicuramente drastica, si è giunti per l’aggravarsi della situazione debitoria del Comune di Sannicandro nei confronti di Vieste. Se gli altri Comuni morosi via via avevano provveduto a saldare il debito o comunque a predisporre un piano temporale di pagamenti, da Sannicandro invece non è giunto nessun segnale. Peraltro le dovute iniziative legali di ingiunzioni di pagamenti con conseguente tentativo di pignoramento presso la tesoreria di quel Comune, aveva sortito un nulla di fatto: le casse comunali a Sannicandro erano già in profondo rosso! 
L’esposizione debitoria risultante con Sannicandro ammonta ad oltre 3 milioni di euro.
La mancata riscossione, nei termini previsti, dei crediti vantati, ha comportato l’inevitabile ricorso a frequenti anticipazioni di tesoreria da parte del Comune di Vieste, tali da pregiudicare il rispetto degli equilibri di bilancio. Peraltro la Regione Puglia aveva messo in atto verso il Comune di Vieste le procedure per il recupero dell’ecotassa sullo smaltimento rifiuti che non è stata pagata proprio da quei Comuni. Questa iniziativa, aveva spiegato in Consiglio il sindaco Nobile, aveva obbligato il Comune di Vieste ad impegnarsi a pagare, sottraendo risorse importante dal proprio bilancio, seppur quel debito fosse imputabile ad altri Comuni.
I numerosi incontri tenuti in Prefettura non hanno prodotto che risultati irrilevanti. «La gravità della situazione e l’emergenza, più volte rappresentata e non recepita, — aveva puntualizzato la Nobile in aula — esigono l’assunzione di iniziative coraggiose, in modo da sensibilizzare gli amministratori che, pur usufruendo di un servizio e pur riscuotendo la Tarsu dai propri cittadini, non onorano gli impegni assunti con l’amministrazione comunale di Vieste».
Ed ora «l’iniziativa coraggiosa» è stata presa. Chi non paga… non scarica.


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