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Vieste – CHIUSURA DEL MATTATOIO COMUNALE: COSA NE PENSANO I MACELLAI?

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Lorenzo Montecalvo: «Noi da sempre trattiamo carne nostrana e da tempo per la macellazione facciamo riferimento ad una struttura privata di Carpino. Mi conviene perché mi danno un servizio completo: una volta forniti gli animali che ho prima selezionato presso gli allevatori della zona, provvedono loro alla macellazione e poi mi consegnano direttamente in negozio le varie parti da tagliare e preparare per la vendita. Qui da noi di carne nostrana ne vendiamo tanta perché c’è una clientela che vuole solo quel prodotto. Anche d’estate ci arrivano dei turisti mandati qui perché alla ricerca del prodotto tipico. Dispiace davvero che il macello di Vieste chiuderà a fine anno, un’altra struttura pubblica che viene meno. Secondo me ci sarebbero le potenzialità per farlo funzionare a servizio di macellai ed allevatori di questa zona del Gargano».

 

Michele e Vicenzo De Luca: «E’ davvero un peccato che il macello comunale, una struttura pubblica venga chiusa. Certo ci sono dei costi per farlo funzionare però si potrebbe fare un tentativo… E’ vero però che negli ultimi anni i gusti della clientela sono cambiati. Prima, i nostri genitori, i nostri nonni, usavano mangiare molto come carne capra, capretto e caprettone, carne nostrana seppur un po’ più duretta. Oggi, invece, non fanno che chiederci carne tenera e di conseguenza i palati dei consumatori si sono abituati ad una carne dalla consistenza molto meno dura rispetto al passato. Così sta venendo meno anche una tradizione nell’alimentazione e noi lo riscontriamo. Ad esempio resta ancora, seppur ridotto rispetto al passato, il consumo di capretti ed agnelli ma molto concentrato come periodo in riferimento alle feste di Natale e di Pasqua».

 

Giovanni Pellegrino: «Al macello di Vieste faccio solo qualche piccolo animale, per il resto mi servo a Carpino che mi assicura un servizio efficiente con consegna direttamente nel negozio. Qui è mancata la volontà di investire in una struttura che ha delle potenzialità per sviluppare una certa mole di lavoro. Fino ad un po’ di anni fa venivano a macellare anche dai comuni vicini poi via via si sono spostati su Carpino, una struttura privata, rispetto a quelli pubblici di Vieste e Sannicandro Garganico. Il consumo della carne nostrana è ancora radicata in molti viestani. La questione dell’essere quella una carne più dura non è vero. Se l’animale è della giusta taglia, se è stato in stalla per un giusto periodo di tempo prima della macellazione, se è stato ben alimentato, allora la carne nostrana è tenera. Ci sono, infatti, molti allevatori che sanno il proprio mestiere e forniscono l’animale al momento giusto per la macellazione. Certo, per me che da generazioni, da mio nonno a mio padre, ho visto fare la macellazione a Vieste dispiace davvero se lo chiuderanno. Anche perché credo che per gli adeguamenti alle nuove normative non siano necessarie tante risorse. Si vuole far altro…».

 

Lorenzo De Luca: «Lo so, a fine anno dovrà chiudere il macello di Vieste. E’ davvero un peccato. Lì c’è tutto per poter far funzionare una struttura garantirebbe al consumatore viestano ed ai noi macellai un servizio importante. Anche perché la carne nostrana è un prodotto che viene molto richiesto. Si parla da sempre di produzioni del territorio da dare al turista che viene a Vieste e poi invece si fanno venir meno le strutture per fornirle. Ormai ci rivolgiamo un po’ tutti alla struttura privata di Carpino perché ci garantiscono un servizio migliore con prezzi come a Vieste. Qui a Vieste non si è mai investito e programmato su quella struttura. Basti pensare che c’è la linea per la macellazione dei maiali che non è mai entrata in funzione, per un mercato molto consistente. Sapete perché? Perché manca una caldaia per l’acqua calda. Come sempre, tanto per cambiare, credo che lì ci faranno un po’ di palazzi».


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