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Agricoltura/ Anche oggi si protesta in Puglia

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Dopo la mobilitazione di Roma, oggi proseguono in Puglia presidi e manifestazioni.

 

La protesta del mondo agricolo pugliese non si ferma. Una grande manifestazione è in corso a Cerignola (Foggia), dove stanno manifestando centinaia di trattori con la partecipazione, in segno di solidarietà, dei commercianti e delle scuole. Presidi di agricoltori si stanno anche organizzando a Trinitapoli (Foggia). Continua, inoltre, la mobilitazione anche a Barletta (Bat), mentre in provincia di Bari è prevista questa sera (inizio alle ore 18) una manifestazione degli agricoltori presso il Comune di Rutigliano, alla quale parteciperà il presidente della Cia Puglia Antonio Barile. Una massiccia mobilitazione prosegue anche in provincia di Taranto, dove questa mattina sono ripresi i presidi, con migliaia di agricoltori e centinaia di trattori, nei comuni di Manduria ed Avetrana e sulla circonvallazione Taranto-Lecce.
“Gli agricoltori pugliesi sono allo stremo – dichiara il Presidente della Cia Puglia Antonio Barile -. Stiamo aspettando dal ministro Zaia che finalmente gli impegni diventino atti concreti del Governo e del Parlamento. Sollecitiamo il Presidente Vendola e l’Assessore Stefano a istituire immediatamente la cabina di regia dei controlli con Nas, Repressioni frodi, Osservatorio fitopatologico, Sanità marittima, Dogane, Guardia di Finanza e  le organizzazioni professionali agricole contro l’economia dell’inganno. L’olio di oliva è la principale vittima dell’inganno che avviene soprattutto nel porto di Bari a causa di frodi e sofisticazioni. Il giornale americano “New Yorker” ha paragonato i traffici di olio sofisticato a quelli della cocaina. Infatti in Italia si producono 3-4 milioni di quintali di olio extravergine ma se ne commercializzano ben 9 milioni per olio italiano”.
La Cia denuncia una crisi senza precedenti, con costi in crescente aumento e prezzi in caduta libera. L’annata olivicola se da un lato è di ottima qualità, dall’altro i prezzi sono in decisa flessione, meno 20/30 per cento.  Situazione drammatica anche per il grano duro che vede un crollo verticale dei prezzi. La Ue ha deciso la riduzione dei dazi deciso sotto la pressione lobbistica dei vari Casillo, Barilla e Divella e dal maggiore esportatore di grano canadese, la Canadian Wheat Board. Tutto ciò non può passare sotto silenzio non solo in Europa, ma anche in Italia. Per questa ragione la Cia chiede l’immediato ripristino dei dazi sul grano duro.   Queste le richieste avanzate dalla Cia:
il ripristino del Fondo di Solidarietà Nazionale, facendone una misura permanente, con una dotazione sufficiente a coprire anche le annate 2008 e 2009;
la proroga delle agevolazioni contributive per zone montane e svantaggiate;
l’accesso al credito a tassi agevolati con garanzia pubblica;
la sospensione delle procedure di riscossione dei crediti maturati dagli istituti di credito nei confronti delle imprese agricole e la rateizzazione delle passività;
il ripristino del finanziamento dei contratti di filiera mediante le risorse a tal proposito accantonate nel Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS);
l’erogazione dell’aiuto di Stato fino a 15mila euro per azienda, così come accordato dalla Commissione europea;
sgravi e incentivi tributari e contributivi per la riduzione dei costi produttivi ed amministrativi.
eliminazione dell’accise  e riduzione dell’Iva sul carburante agricolo.
riduzione dell’Iva sull’uva da vino dal 10 al 4%;
la chiusura dei corridoi verdi che consentono l’importazione fraudolenta dell’ortofrutta
all’Unione Europa si chiede di aumentare il prezzo di intervento per lo stoccaggio dell’olio di oliva dagli attuali 1,70 euro ad almeno 2,40 euro al chilogrammo.


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