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Regionali : per alleanza con UDC D’Alema disposto a ‘mollare’ Vendola

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Il corteggiamento dell’Udc da parte del Pd fa un passo avanti concreto, anche se questo potrebbe avere come effetto collaterale l’eutanasia di un altro partito alleato, cioè Sinistra e Libertà di Nichi Vendola. Il ‘sacrificio’ di quest’ultimo, chiesta dall’ala dalemiana del Pd pugliese per favorire l’intesa con i centristi, potrebbe infatti portare alla crisi di Sl. Il partito di Casini viene pure inseguito in Campania e in Piemonte, dove nelle prossime ore potrebbero esserci novità significative. La mossa del presidente della Fondazione ItalianiEuropei, di lanciare la candidatura per le regionali in Puglia del sindaco di Bari Michele Emiliano, gradito allo Scudocrociato, ha spaccato il Pd pugliese. Il segretario regionale Sergio Blasi, anche lui per altro dalemiano, ha difeso a spada tratta con i suoi il Governatore uscente. Contro la candidatura di Emiliano anche Francesco Boccia, vicino a Enrico Letta, che cinque anni fa sfido proprio Vendola alle primarie del centrosinistra.

Su Facebook ha definito ‘imbarazzante’ l’ipotesi Emiliano. Sabato l’Assemblea regionale del partito si pronuncerà, ma visto che Vendola ha detto che non farà passi indietro, l’esito più probabile sono le primarie.

La mossa di D’Alema ha anche spiazzato Pier Luigi Bersani, impegnato in una politica di ritrovata amicizia con tutti i partiti d’opposizione, a cominciare da Sl. Quando dopo le primarie Vendola e Bersani si incontrarono, il neo segretario Pd gli assicurò l’appoggio. La conferma per Vendola di un ruolo pubblico di spicco è essenziale per la sopravvivenza di Sl.

La se l’intesa con l’Udc andasse in porto in Puglia, si aprirebbe un effetto domino in altre regioni, come Campania e Piemonte. Ed è quello che sottolinea D’Alema a chi gli ha parlato. Per esempio l’Udc potrebbe a sua volta fare un ‘sacrificio’ in Piemonte accettando che la ‘discontinuità’ richiesta non riguardi il candidato presidente, ma alcuni punti forti del programma.

Su questo punterà il segretario regionale del Pd piemontese, Gianfranco Morgando, che domani incontrerà una delegazione centrista guidata da Michele Vietti. Più complessa la casella della Campania, ma anche qui come ha detto oggi il Governatore uscente Antonio Bassolino, è indispensabile l’intesa con l’Udc.

Per altro, lo Scudocrociato governa già in tre province con il centrodestra, e sembra quasi fatto l’accordo anche per la provincia di Caserta, dove si vota a marzo, proprio su un candidato Udc, e cioè Domenico Zinzi. Che infatti ieri alla Camera ha votato contro l’autorizzazione all’arresto di Nicola Cosentino.

Ma i bassolinani e i dalemiani credono che a livello di governo della Regione si possa arrivare a un’intesa con l’Udc, anche qui su un candidato centrista.

Il nome che circola è quello del rettore dell’Università di Salerno, Raimondo Pasquino, gradito da Ciriaco De Mita. Lunedì l’Assemblea regionale del Pd dirà una parola di chiarezza.

Pier Ferdinando Casini dice chiaro e tondo che non fa sconti: ‘E il Pd è ostaggio dei cacicchi, Vendola, Bresso, Loiero, che vorrebbero allearsi con l’Udc, ma senza rinunciare a nulla’. ‘In alcune regioni, come il Piemonte e la Puglia – aggiunge – noi abbiamo dato la disponibilità a puntare su formule nuove. Ma le scelte costano: non si vuole rinunciare ai governatori uscenti, non si vuole mollare su niente? E allora si rinuncia all’Udc’.


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