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Verso le regionali 2010/ Vendola: «Anche 5 anni fa D’Alema diceva che non avrei vinto»

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«Vogliono candidare qualcuno altro contro di me? Prego, si accomodino. A patto però che l’eventuale mio concorrente accetti le primarie. E vedremo chi avrà più consenso popolare». Lo ha detto a La Stampa Nichi Vendola, attuale Governatore della Puglia, affrontando il tema della candidatura alle regionali, dove si profila quella alternativa di Emiliano, attuale Sindaco di Bari. «A D’Alema voglio solo ricordare – ha aggiunto Vendola – che anche cinque anni fa lui diceva che non avrei potuto vincere perchè ci voleva un candidato più moderato, pure nel look: uno come me comunista e con l’orecchino, come poteva pensare di sconfiggere la destra in una regione di destra? E invece l’ho sconfitta».

E stamattina, a Bari, poco prima di raggiungere Firenze e partecipare alla commemorazione di Bruno Trentin, storico dirigente della CGIL, Vendola ha detto: «Sono sereno, ho posto dei problemi, una prospettiva. Se tutti quanti si rasserenano e immaginano ciò che è utile per la Puglia e sanno capire che la politica non è fatta solo di alchimie e di strategie a tavolino; ma è fatta anche di connessione sentimentale con il popolo, non devono impegnarsi molto a immaginare cose che non possono solo danneggiare il centrosinistra e la Puglia».

«Noi siamo di fronte ad un sentimento popolare che conosce il cambiamento che è avvenuto in Puglia e che considera normale la continuità del cambiamento. Magari arricchendo l’impianto programmatico della coalizione – ha aggiunto Vendola – bisogna saper ascoltare il cuore del popolo. In queste ore – ha raccontato il presidente della Giunta pugliese – sono sommerso da lettere ed anche da "pensierini" che mi arrivano da anziani, giovani, da persone di tutta la Puglia».

Tornando al complesso quadro politico legato alla sua riconferma quale candidato presidente del centrosinistra Vendola ha concluso osservando: «M’interrogo su quale anomalia io sia. Se sono un’anomalia perché sono in sintonia con il mondo e con l’Italia. Certo sono in sintonia con il mondo che proclama l’acquedotto bene universale. La mia voce non ha incertezze, è abbastanza chiara e forte, come l’acqua pura. Questo forse per qualcuno rappresenta un’anomalia? Non lo so e siccome vengo indicato come un ostacolo da rimuovere: o mi si dice ostacolo rispetto a cosa oppure se non me lo si dice io difficilmente potrò muovermi di un millimetro da dove il popolo pugliese mi ha collocato».

«Quando si pensa che la politica è una proprietà privata degli apparati si compie un errore – ha concluso – la politica è cambiamento effettivo quando diventa una proprietà pubblica: io l’ho vissuta così e intendo continuare a viverla così».

A Firenze oggi Vendola troverà anche diversi leader politici tra i quali il segretario del PD Pierluigi Bersani.


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