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Regionali: Oggi il PD decide tra Vendola ed Emiliano

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‘La politica non è fatta di alchimie e strategie a tavolino’, ha detto oggi Nichi Vendola poco prima di prendere l’aereo per Firenze per partecipare a un convegno sulla figura di Bruno Trentin. Ma se le alchimie non ci sono, certo ci sono strategie che in queste ore il Pd sta cercando di mettere a punto in vista delle Regionali, dove è chiamato a scegliere se continuare a sostenere la candidatura di Vendola o proporre quella del sindaco di Bari, Michele Emiliano, capace, al contrario del governatore, di favorire l’allargamento della maggioranza all’Idv e ai centristi. La situazione, già difficile dopo l’autocandidatura nei giorni scorsi di Vendola, in queste ore appare ancora più complicata per il Partito democratico. All’indomani dell”Io mi candido’ del governatore, i dirigenti pugliesi gli hanno dato il via libera. In considerazione del bilancio ritenuto positivo della sua esperienza di giunta e anche del fatto che bocciarlo avrebbe voluto dire che questa giunta poi così bene non ha operato. Ma è stato un via libera che non deve aver convinto tutti. A partire dai potenziali alleati di marzo, Idv e Udc, che hanno detto a chiare lettere ‘mai in corsa con Vendola candidato’; e per finire con settori dello stesso Pd che puntano invece all’allargamento della coalizione. Ed è lo stesso D’Alema a sostenere e ad alimentare questa posizione, lui che alle scorse amministrative proprio grazie a un accordo con Casini riuscì a portare un candidato di centro sinistra, Massimo Ferrarese, alla presidenza della Provincia di Brindisi. Ieri D’Alema ha detto di essere ‘stupito ed addolorato che si costruisca uno scenario di scontro personale tra Vendola e me quando, invece – ha affermato – sono stato chiamato per affrontare una situazione estremamente difficile creata da Vendola’. Il problema, è la tesi dell’ex ministro, è politico perchè il governatore dopo essersi autocandidato non è riuscito a portarsi dietro nè tutta la coalizione nè nuovi alleati. Ecco allora farsi strada nelle ultime, ore con sempre maggiore insistenza, l’ipotesi Emiliano, che è anche presidente regionale del Pd. Il sindaco di Bari ha detto oggi di non augurarsi che questo avvenga, ma proprio in questo modo ha ammesso che questo può avvenire: ai consiglieri di maggioranza al Comune, che gli chiedevano di restare a fare il sindaco, ha detto di sperare che ‘la maggioranza di centro sinistra allargata all’Udc sappia trovare una candidatura condivisa che non obblighi ad innaturali sacrifici’. Sul versante contiguo Vendola punta invece ad accreditarsi come candidato al di sopra della mischia e dei giochi. ‘Siamo di fronte ad un sentimento popolare – ha detto – che conosce il cambiamento che è avvenuto in Puglia e che considera normale la continuità del cambiamento. Magari arricchendo l’impianto programmatico della coalizione’. Ma è evidente che oltre a questo gli serve il sostegno dei partiti e del Pd in primo luogo. Oggi aveva annunciato un proprio incontro a Firenze con Bersani che però non c’è stato. E’ probabile tuttavia che ciò possa accadere nei prossimi giorni. Ma già nelle prossime ore il dilemma potrebbe essere sciolto. Domani pomeriggio si riunisce a Bari il parlamentino del Pd eletto nelle primarie nello scorso ottobre. Saranno i 126 delegati a dover prendere una decisione. La discussione sarà chiusa da D’Alema e sembra ormai orientata a sancire la sfida delle primarie da parte Vendola proponendogli come avversario Emiliano. Uno scenario non nuovo in Puglia. Nel 2005 Vendola si candidò come outsider, contro la volontà di quasi tutti i partiti della coalizione di centro sinistra che avevano scelto di candidare Francesco Boccia. Vendola ottenne che si celebrassero le primarie e, inaspettatamente, vinse prima nella coalizione e poi nel confronto con il governatore uscente, Raffaele Fitto. Un dato che certo domani sarà tenuto presente dai delegati del Pd.


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