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Vertenza Pugnochiuso, la Marcegaglia non torna indietro, riconfermati i licenziamenti dei dipendenti

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Riuniti sì intorno ad un tavolo ma profondamente separati nel merito.

 

E’ questa l’impressione che si è potuta rilevare dall’incontro svoltosi lunedì scorso 23 novembre presso il Municipio di Vieste fra rappresentanti del Gruppo Marcegaglia proprietario del Centro Vacanze di Pugnochiuso ed i sette lavoratori fissi di quel complesso turistico recentemente licenziati.
Il confronto, promosso dal sindaco Ersilia Nobile, presente all’incontro con il suo vice Saverio Prencipe, ha visto la partecipazione dei lavoratori licenziati (dei sette ne mancavano solo due) assistiti dalla sindacalista Mary Mannocchio della Filcams Cgil di Foggia, dei manager Roberto Bellan, direttore generale della «Pugnochiuso Gruppo Marcegaglia srl», affiancato da Dottino, responsabile della gestione delle risorse umane di tutto il gruppo di aziende facenti capo ad Emma Marcegaglia, attuale presidente di Confindustria.
Dopo un’introduzione fatta dal sindaco Nobile per spiegare le motivazioni che avevano portato a quell’incontro, la parola è passata alle due parti.
Il confronto è subito partito in maniera serrata per le contestazioni fatte dalla sindacalista sul metodo poco corretto di attuare i licenziamenti (ad esempio perché fatti con dipendenti che fino al giorno prima avevano ritirato le disposizioni per le ferie e senza nessuno incontro preventivo) ma anche sulle motivazioni delle stesse che facevano riferimenti a presunti cali di presenze e di relativo fatturato. Per la prima questione, la Mannocchio ha sottolineato come la questione prima di essere ufficializzata in maniera così drastica si sarebbe dovuta valutare e discutere con le rappresentanze sindacali anche perché nel 2001, col passaggio della proprietà dalla Snam al Gruppo Marcegaglia, ci si era impegnati al mantenimento degli allora 16 dipendenti fissi. Sulle motivazioni la sindacalista ha manifestato tutte le perplessità visto che negli ultimi anni sono stabili i dati sulle presenze e sui fatturati anche alla luce di un contesto, quale quello del turismo garganico, che negli ultimi anni ha raggiunto risultati sicuramente positivi. Peraltro la rappresentante della Cgil ha tenuto a sottolineare come talune procedure, come ad esempio l’esternalizzazione di alcuni lavoratori (servizio ai piani e cura del verde) passati ad una ditta esterna convenzionata, hanno portato ad un drastico calo della qualità dei servizi, una situazione che si è rivelata in particolare all’apertura del Centro a maggio, visti i notevoli disguidi e disservizi creati alla clientela. In chiusura del suo intervento la Mannocchio ha rilevato la scarsa propensione all’investimento nel turismo da parte del Gruppo Marcegaglia, ad esempio con la destagionalizzazione, proprio ora che stanno partendo meccanismi importanti come i Distretti Turisti, a livello regionale, ed i Sistemi Turistici, a livello locale.
I due manager del Gruppo Marcegaglia [vedi foto sopra, da sinistra: Dottino e Bellan] hanno rintuzzato le critiche fatte dalla sindacalista con due argomentazioni. La prima sugli investimenti fatti nel Centro: dall’arrivo nel 2001 ad oggi sono stati spesi ben 14 milioni di euro. La seconda sulla difficoltà di bilancio che l’azienda sta sopportando già da qualche anno che ha spinto a programmare varie iniziative di riequilibrio finanziario. Inoltre sulle modalità di comunicazione dei licenziamenti Dottino ha tenuto a sottolineare come il loro Gruppo, che opera in tutto il mondo con oltre 7 mila dipendenti, abbia sempre operato nella correttezza dei rapporti sindacali.
In conclusione i due manager ha evidenziato come per il Centro Vacanze di Pugnochiuso non saranno più previste figure lavorative a tempo indeterminato vista l’attività ristretta ad una stagionalità ormai consolidatasi da maggio inoltrato a settembre. Pertanto è stata ribadita l’operatività dei licenziamenti.
A contestare talune affermazioni di Bellan e Dottino sono intervenuti anche gli stessi dipendenti, in particolare Pasquale De Meo e Pasquale Cannata. Il primo ha sottolineato l’incongruità delle affermazioni dei due manager, come ad esempio che, a fronte delle ristrettezze di bilancio, la scorsa stagione sono state assunte figure esterne (non locali) altamente costose (stipendi anche doppi del normale) e dalla dubbia utilità concreta come ad esempio un «night manager», un direttore operativo, ecc. Il secondo ha fatto rilevare come i sette dipendenti fissi ora licenziati si sono mostrati sempre disponibili alle esigenze aziendali, dando collaborazione in tutti i momenti ed accettando di svolgere nel periodo invernale lavori di manutenzione, anche se non corrispondenti alla propria qualifica. Tutto per potere garantire all’azienda il servizio pur di preservare il posto di lavoro. Per tutta risposta, invece, la proprietà li mette fuori.
Subito dopo è intervenuto il sindaco Nobile che si è detta davvero meravigliata di come un Gruppo così importante non riesca a garantire una continuità di lavoro a Pugnochiuso neanche a sette dipendenti fissi senza parlare poi del settore degli stagionali che per numero ed intensità di occupazione non mostra cero dati esaltanti.
Molto critico e perentorio è stato poi il vice sindaco Saverio Prencipe per il quale le motivazioni addotte per i licenziamenti, ovvero calo di fatturato e difficoltà di bilancio, portano alla luce in maniera chiara il fallimento imprenditoriale del Gruppo Marcegaglia nel turismo sul Gargano visto che altre aziende del settore negli ultimi anni hanno fatto registrare risultati positivi. Un’altra incongruenza che Prencipe ha definito «inspiegabile» è che mentre a livello locale anche le più piccole aziende del settore riescono a garantire ad un qualche lavoratore occupazione a tempo indeterminato, una struttura del livello e del pregio del Centro Vacanze di Pugnochiuso, con in più riferito ad un gruppo di rilievo internazionale, non sia capace di mantenere quei livelli occupazionali minimi.
Al termine dell’incontro le parti si sono date appuntamento per la prossima settimana per formalizzare e proseguire il tavolo di confronto fra azienda e sindacato presso l’Unione Industriale di Foggia.


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