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Olivicoltura: la guerra agli storni della Regione Puglia

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La Giunta regionale ha approvato la delibera che regola il prelievo in deroga degli storni fino al 31 gennaio 2010. Un provvedimento scaturito dalla notevole consistenza dei danni arrecati alle attività agrarie, in particolare alle colture olivicole, verificatisi e registrati in vaste aree del territorio regionale da parte dello "Sturnus vulgaris", volatile più comunemente conosciuto come storno.  Innumerevoli, infatti, le richieste di risarcimento danni presentate agli uffici regionali da parte degli agricoltori. Per quanto riguarda il piano di abbattimento, è consentito prelevare non più di 20 capi giornalieri per un limite massimo di 180 capi per l’intera stagione per ogni titolare di licenza. Primo giorno utile per il prelievo della specie "sturnus vulgaris" è il 5 dicembre prossimo e può essere effettuato solo ed unicamente da appostamento su tutto il territorio destinato alla caccia programmata, ad eccezione di boschi e canneti. Successivamente, le giornate per il prelievo degli storni, consentite fino al 31 gennaio 2010, sono quelle previste dal calendario venatorio 2009/2010. Per l’esercizio del prelievo in deroga è obbligatorio il possesso dell’apposito tesserino predisposto dalla Regione e rilasciato dal Comune di residenza, su richiesta dell’interessato. Per quanto concerne le limitazioni e i divieti all’esercizio di prelievo in deroga, si fa espressamente riferimento alla legge regionale. n. 30/2007 e n. 27/98 e successive modifiche. "Abbiamo adottato questo provvedimento – spiega l’Assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Dario Stefàno – per tutelare gli agricoltori dai danni arrecati dallo sproporzionato proliferare degli storni che rischiano di compromettere le colture olivicole e per tutelare la qualità di una delle nostre produzioni più qualificate: l’olio extravergine d’oliva"."In un momento di crisi quale quello che sta vivendo il nostro sistema agricolo – conclude Stefàno – non potevamo non agire tempestivamente per alleggerire da un ulteriore elemento di difficoltà il lavoro dei nostri agricoltori".


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