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Regionali 2010/ Casini da Bersani «L’Udc in Puglia con voi se c’è Emiliano»

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L’Udc passa alle mosse finali col Pd nella partita delle Regionali in Puglia. Un’incontro in notturna tra i leader dei due partiti, a Roma, è servito a schiarire il quadro: Pier – ferdinando Casini ha chiesto a Pierluigi Bersani che sia Michele Emiliano il candidato governatore nonché leader della nuova «Alleanza per il Sud» con cui fronteggiare il centrodestra.
Tocca ora al Pd, che già da sabato scorso – quando Massimo D’Alema approdò a Bari per dare il benservito al ricandidato Ni – chi Vendola – sembrava orientato su quella strada, dare il via libera finale alla soluzione Emiliano. Soluzione che, col presidente del Pd pugliese in corsa alla Regione, prevede il ticket con la leader di «Io Sud» Adriana Poli Bortone alla Regione e l’assegnazione della poltrona di sindaco di Bari ai centristi (e il più papabile è l’imprenditore Nicola De Bartolomeo).

L’operazione – smentita ancora ieri dal sindaco di Bari, che precisa di non aver ricevuto alcuna proposta e di non essere candidato ad alcunché – procede di pari passo con l’isolamento cui il il Pd vorrebbe mettere Vendola. Mentre a Roma, infatti, i leader prendono in mano la gestione della matassa politica pugliese, a Bari il gruppo regionale Pd guidato da Antonio Maniglio tiene sotto scacco i piccoli partiti sulla questione della legge elettorale (dal 2010 scatterà lo sbarramento al 4%). Ieri i «cespugli» del centrosinistra sono tornati a fare pressing sui Democratici per spuntare una riduzione della soglia, ma hanno ottenuto solo la disponibilità a discuterne nel prossimo consiglio regionale (il 9-10 dicembre) onde incardinare il dibattito ed arrivare ad u n’eventuale riforma non prima di gennaio.

Strada tutta in salita: il Pd non intende né ridurla al 2% né tantomeno – come chiedono i piccoli partiti – rinviare la la norma Fitto alla prossima legislatura. E il perché è facile: con lo sfaldamento di Sinistra e Libertà (il movimento guidato da Vendola) e il ritorno di Verdi e Socialisti sotto il proprio vessillo, la tentazione dei consiglieri uscenti di salvarsi salendo sul carro del candidato Pd è forte, tanto più se va in porto, come sembra, l’accordo con l’Udc. In questo caso la lista del presidente, con cui comunque Nichi è intenzionato a correre, si ritroverebbe indebolita. Non è causale, dunque, l’apertura lanciata ieri ai piccoli alleati dal presidente della Regione sulla legge elettorale. Vendola auspica una riforma «fondata sui principi, ragionando senza avere il calcolatore davanti. Penso che il bipolarismo, per come è stato impostato in Italia, sia fallito – spiega – e bisogna consentire un punto di equilibrio tra il dovere di governare di chi vince le elezioni e il diritto di essere rappresentati. Non si tratta di produrre la frammentazione, ma nel bipolarismo c’è la peggiore delle frammentazioni, si rischia di avere ogni rappresentante non di un progetto generale, ma di una lobby».

Quanto all’allargamento dell’alleanza, Nichi è tranchant: «non faccio l’ipnotizzatore di mestiere, faccio politica e sono presidente della Regione. Ho invitato pubblicamente l’Udc e l’Idv a discutere della Puglia che c’è e della Puglia che vogliamo. Quello che non so fare è immaginare di cucire delle alleanze senza parlare di programmi». In realtà a Roma i «tessitori» guardano anche oltre. Parla di uno schema politico nuovo, «che vada oltre il centrosinistra e metta insieme a Pd, Udc, Idv, Io Sud anche, viste le vicende siciliane, il Mpa di Lombardo» il deputato Pd Francesco Boccia. «Si tratta di costruire un’altra stagione politica inedita, anche in vista del 2013, in Puglia. Altrimenti, se si ripropone il vecchio schema del centrosinistra, non vedo migliore interprete di quel progetto politico Nichi Vendola».
BEPI MARTELLOTTA


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