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Avvocati regionali: compensi ridotti e 35mila € di tetto massimo di extra

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Il regolamento della Giunta in commissione per il parere.

 

Audizione sui compensi professionali agli avvocati dell’Avvocatura regionale. L’ha deciso la seconda commissione, presieduta dal consigliere regionale Michele Ventricelli, chiamata ad esprimere un parere sul regolamento emanato dalla Giunta in attuazione della legge n. 18/2006. Un argomento spinoso e delicato nel quale i consiglieri hanno chiesto di “vedere chiaro” sentendo in proposito il parere degli interessati: avvocati ed organizzazioni sindacali che li rappresentano.

“Il regolamento – ha ricostruito il dirigente del Personale, Pasquale Chieco – ha avuto una lunga gestazione e sulla corresponsione degli avvocati ci sono stati molti incontri con l’ordine forense e le organizzazioni sindacali. La disciplina era necessaria perché in Puglia non abbiamo ancora una regolamentazione dei consensi, e questa mancanza ci porta ad avere una serie di controversie che non vogliamo avere in futuro”.

In particolare, il regolamento istituisce un fondo dedicato ai compensi degli avvocati regionali e stabilisce i criteri di alimentazione del fondo, legati all’esito delle controversie in cui vengono impegnati gli avvocati dell’Avvocatura regioanle. Si tratta, insomma, di una serie di misure tese a rafforzare l’Avvocatura e che vogliono rendere appetibile questa istituzione per gli avvocati pugliesi ed accelerarne i processi di mobilità.

L’intesa definitiva con gli avvocati non è stata raggiunta per quanto riguarda la percentuale di riduzione rispetto alle tariffe professionali, decisa in una logica di dimensionamento dei costi. Altro elemento di novità del regolamento è il tetto massimo dei compensi: gli avvocati regionali potranno maturare fino a 35.000 euro annui, oltre il loro stipendio.

Tale limite potrà essere sforato solo nel caso di controversie rilevanti, come quelle che approdano alla Corte Costituzionale. “La trattativa – ha spiegato Nicola Colaianni, coordinatore dell’Avvocatura regionale – è in piedi da gennaio. Per stilare il regolamento ci siamo basati su altre leggi regionali e tutte stabiliscono un tetto ai compensi. Attualmente, in Regione abbiamo 21 avvocati e vogliamo arrivare a 26 per completare la pianta organica prevista dal Consiglio. Speriamo così, già dal mese di dicembre, di ridurre sensibilmente gli incarichi esterni.

Sottolineo, comunque, che questo è un regolamento ‘sperimentale’: fra un paio d’anni ci ripromettiamo, infatti, un ulteriore incontro di verifica sul funzionamento del regolamento stesso”. Per il capogruppo di An, Roberto Ruocco, “questo documento posto alla nostra attenzione è un’ottima esercitazione per una legge regionale, non un regolamento.

L’art. 7 della legge regionale che istituisce l’Avvocatura, rimanda ad un regolamento la disciplina della liquidazione dei compensi professionali. Ma non si può istituire un fondo per i compensi con un regolamento. Né si può integrare il fondo con i compensi vinti dalla Regione nelle controversie, perché quei compensi vanno nel Bilancio della Regione che è unico e non può essere gestito a compartimenti stagni”. Il rimando alla legge regionale del 2006 è stato accolto dal consigliere Pd Sergio Povia.


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