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Il ministro Maroni dopo il blitz: «Il tesoro di Parisi finanzierà le caserme»

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I conti corren­ti sequestrati alla mafia puglie­se finiranno nel «Fondo unico di giustizia», che nascerà a gen­naio e  Alfredo Mantovano ha anticipato la nascita del­la prima associazione anti-rac­ket nel Foggiano. «Verrà inau­gurata venerdì nel Comune di Vieste».

 

 Anche i conti corren­ti sequestrati alla mafia puglie­se finiranno nel «Fondo unico di giustizia», che nascerà a gen­naio su iniziativa del governo romano. In questo modo, i sol­di di provenienza illecita saran­no immediatamente utilizzabi­li dai ministeri dell’Interno e della Giustizia. L’annuncio l’ha fatto ieri sera, a Bari, il mini­stro Roberto Maroni durante la conferenza stampa organizzata in prefettura, al termine della riunione tecnica di coordina­mento interforze di Bari e Fog­gia. Il ministro leghista ha spie­gato che «queste risorse servi­ranno prioritariamente per po­tenziare le strutture e i disposi­tivi di coordinamento interfor­ze che abbiamo creato a Caser­ta, a Bari e Foggia: questo è il fronte più avanzato di contra­sto alla criminalità organizza­ta » . Quello di ieri è il secondo in­contro che si tiene nel capoluo­go pugliese nel giro di un me­se; e una terza riunione è stata già fissata a gennaio, subito do­po le feste natalizie, alla quale parteciperà anche il Guardasi­gilli, Angelino Alfano. Ieri Ma­roni ha incontrato i rappresen­tanti di tutte le forze di polizia che, nella lotta alla mafia in Pu­glia, solo nell’ultimo mese han­no collaborato all’arresto di 133 persone, al sequestro di 227 immobili (per un valore di 80 milioni di euro) e di 35 im­prese (circa 137 milioni di eu­ro). Sono i dati sviscerati dal ministro per dimostrare come «il modello Bari-Foggia, mu­tuato da quello di Caserta, stia funzionando al meglio». «Ab­biamo dimostrato – dice Maro­ni – che lo Stato è presente, c’è, ed è impegnato nella più poten­te e formidabile azione di con­trasto alla malavita organizza­ta » . Il componente del governo Berlusconi ha citato le ultime otto operazioni antimafia che sono state eseguite in Puglia tra ottobre e novembre, ma si è voluto soffermare sull’inchie­sta barese ribattezzata «Domi­no ». Un’indagine coordinata dalla pm della Dda, Elisabetta Pugliese, e condotta dalla guar­dia di Finanza, che ha portato all’arresto di 83 persone tra col­letti bianchi, amministratori lo­cali e boss mafiosi, e all’iscrizio­ne nel registro degli indagati di 129 personaggi. «Mi permetto di sottolineare questa operazio­ne – prosegue il ministro – e mi congratulo con la magistratura e le forze di polizia che hanno lavorato a questa inchiesta». Ol­tre ai conti correnti, anche i be­ni immobili e le imprese tolte alla mafia saranno gestite in maniera centralizzata dal­­l’Agenzia nazionale appena cre­ata. «In modo da utilizzare al meglio queste risorse», spiega Maroni. Che rigetta ogni critica sulla decisione del governo Ber­lusconi di mettere all’asta gli appartamenti confiscati alla malavita, col rischio che possa­no finire di nuovo nella mani delle cosche. «Questa polemica – ribatte – è assolutamente stru­mentale perchè nell’ordina­mento legislativo italiano c’è già il principio che i beni seque­strati si possono vendere: è sta­to introdotto nel ‘96 e poi riba­dito nel 2000 dalla finanziaria del governo D’Alema. E’ quindi un’ipocrisia dire che con la ven­dita dei beni confiscati si fa un regalo alla mafia. Tra l’altro, gli immobili andranno all’asta so­lo se gli enti locali non avranno interesse a gestirli». Maroni ha anche confermato l’arrivo in Puglia di 100 agenti in più di­slocati tra Bari e Foggia. Al fian­co del ministro sedeva il sotto­segretario Alfredo Mantovano, che ha anticipato la nascita del­la prima associazione anti-rac­ket nel Foggiano. «Verrà inau­gurata venerdì nel Comune di Vieste», dice.

Vincenzo Damiani 


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