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Verso le Regionali 2010/ «Lodo Emiliano» Sindaco e presidente ora sarebbe possibile

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Per il presidente Vendola è una discussioni da bassa cucina.

 

Otto dei 23 consiglieri regionali del Pd in Puglia, un consigliere regionale dell’Idv ed un consigliere dei Verdi hanno presentato poco fa nell’aula del Consiglio regionale, dove è stata avviata la discussione su una proposta di legge di modifica della legge regionale elettorale, un emendamento con il quale viene dato lo stop – a cominciare dalle prossime elezioni regionali del 2010 – alla ineleggibilità per i sindaci e i presidenti delle amministrazioni provinciali destinati a concorrere per la poltrona di presidente della Regione Puglia.

La norma, cioè, che attualmente impone al sindaco di lasciare il Municipio due mesi prima delle elezioni regionali. Nello stesso emendamento si elimina inoltre totalmente la soglia di sbarramento a partire dal 2015, cioè nella X legislatura.
L’emendamento è stato firmato dai consiglieri del Pd Nicola Canonico (primo firmatario), Giuseppina Marmo, Enzo Russo, Vincenzo Cappellini, Giuseppe Romano, Donato Pentassuglia, Francesco Ognissanti e Sergio Povia. Firmatario, anche i consiglieri Giacomo Olivieri dell’Idv e Mimmo Lomelo dei Verdi.

Questo emendamento è «maturato» politicamente oggi: dopo che questo argomento era stato accennato – per percorrere la strada dello stop alla ineleggibilità già dalle prossime elezioni regionali – nella riunione della maggioranza di centrosinistra tenuta stamani per discutere essenzialmente della proposta di eliminare o ridurre lo sbarramento del 4% che entra in vigore nel 2010.
Ma il capogruppo del Pd alla Regione, Antonio Maniglio, ha incassato il secco «no» degli alleati e anche di componenti del gruppo. La proposta di cassare completamente dalla legge le cause della ineleggibilità del sindaco era nata per dare un «paracadute» a Michele Emiliano: consentire cioè la candidatura alle prossime regionali del sindaco di Bari e presidente regionale del Pd Michele Emiliano, il cui nome è ben accettato da Udc e Idv, partiti che contribuirebbero ad allargare la coalizione e che sono contrari, invece, al nome dell’attuale presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, autocandidatosi alle regionali nelle scorse settimane.

La presentazione in aula dell’emendamento viene letta negli ambienti politici come un «messaggio» da inviare a Michele Emiliano per convincerlo ad accettare la candidatura e scendere in campo per le regionali, contando così sul sostegno di parte del gruppo regionale.

«Questo emendamento è un atto di democrazia, un atto più democratico di questo non si può, si dà la possibilità a tutti di candidarsi, ed è in linea con la legge nazionale che parla di incompatibilità e non di ineleggibilità», ha spiegato in aula Canonico (Pd). Ogni decisione su questa proposta di legge di modifica della legge regionale sarà comunque presa il prossimo 19 gennaio, quando il Consiglio regionale – i cui lavori sono terminati poco fa – tornerà a riunirsi per discutere sull’argomento che sta sempre più diventando importante nella partita che i partiti del centrosinistra stanno giocando nella scelta del candidato alle prossime regionali.

VENDOLA: DISCUSSIONI DA BASSA CUCINA
«Immaginare di mettere mano alla legge elettorale chiamando sarti improvvisati che devono tagliare e cucire l’abito che serve alla contingenza, al momento, è una discussione di bassa cucina», ha sottolineato Vendola poco prima della presentazione dell’emendamento. «Noi – ha detto Vendola nell’aula del Consiglio – abbiamo bisogno di mettere al centro una discussione sui principi. Una società matura, complessa come quella pugliese, una società che ha tante ricchezze e tante povertà come riesce ad essere rappresentata nell’assemblea regionale?. La legge elettorale, cioè, che è più in grado di rappresentare il gioco degli interessi contrapposti, una legge elettorale che non tolga la visibilità della voce delle donne, per esempio. Questa è la legge elettorale che bisogna cambiare».

«Se invece si pensa di fare della legge elettorale – ha continuato Vendola – l’abito che serve di giorno in giorno a servire un interesse contingente io dico che si va di fronte al pubblico nella peggiore delle maniere e probabilmente sulla scena i protagonisti inciamperanno: perché senza principi, senza un orizzonte, senza una bussola non si va da nessuna parte». 

 

Il Presidente del Gruppo consiliare AN-PDL Roberto Ruocco, a margine del consiglio regionale, invece, ha diffuso la seguente nota: “Un gruppo nutrito di Consiglieri regionali PD, con il supporto dell’IDV, ha presentato un emendamento alla pdl in materia elettorale con il quale si eliminerebbe l’ineleggibilità in Consiglio regionale dei Sindaci in carica. In soldoni, è l’ ‘Emilianum’, norma ‘ad personam’ finalizzata a completare il vendolicidio in corso, dotando l’aspirante Bruto del richiesto salvagente in caso di mancata elezione, attraverso una palese truccatura della partita quando il gioco è già in corso. Né c’era da aspettarsi di meglio da un Partito che ha appena celebrato le sue Primarie all’unanime insegna del ‘Vendola non si tocca’. In quell’emendamento c’è anche il prezzo del possibile tradimento degli altri attesi pugnalatori, alias quel che resta dei partitini di centro-sinistra, con l’ipotesi di un’anti-storica posticipazione di una soglia di sbarramento sulla quale, cinque anni fa, siglammo un patto tra galantuomini, di cui noi pagammo il prezzo con la rocambolesca sconfitta di 6 liste contro 12. Un’ipotesi tanto più strumentale e truffaldina ove si consideri che soltanto pochi mesi fa sullo sbarramento del 4% alle elezioni europee si trovò un fulmineo accordo non soltanto con il PD, ma anche con l’IDV, che evidentemente non razzolano come predicano nemmeno sul terreno, quello delle regole, nel quale pur si impancano ossessivamente ad improbabili maestri”.

 

 

 


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