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Violenza nelle guardie mediche Puglia tra le Regioni più colpite

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La Fimmg dichiara lo stato di agitazione della categoria.

 

“Ci vuole forza maggiore per l’economia stantia e chiediamo che il Governo investa già con la Finanziaria, ma i poteri locali devono muoversi di più. Serve molta più cooperazione tra governi centrali e locali”. A dirlo Raffaele Bonanni, segretario nazionale Cisl. Di seguito alcune dichiarazioni di Bonanni e Giulio Colecchia (segretario generale della Cisl Puglia).

BONANNI – I poteri locali, soprattutto quelli meridionali devono più celermente impegnare una spesa che dà forza all’economia e all’occupazione. L’Italia è sempre uguale a sé stessa, anche in questo momento di crisi ci sono comportamenti ordinari. Per fortuna abbiamo inventato gli ammortizzatori sociali, ma è l’economia che deve andare bene, perché questa crisi finirà ma con quale prospettiva?

I sindacati sono importanti proprio quando hanno la stessa strategia, non servono solo scioperi per uscire dalle difficoltà. La cosa importante è stare fuori dalla polemica politica; i sindacati si devono occupare dell’economia e dei lavoratori. Sulla finanziaria avevamo detto anni fa, quando si spostò una parte del Tfr verso l’Inps, che i soldi sarebbero stati assorbiti dai governi.

Riteniamo che il Governo deve chiarire insieme all’Inps se i lavoratori non perderanno nulla; deve farlo ufficialmente e presto perché non siamo interessati alla confusione.

Ci dispiace e rivendichiamo che questi soldi dei lavoratori debbano essere utilizzati non solo per le infrastrutture ma per l’economia, sostenuta anche da questo denaro. Usarlo in modo generico, per spese correnti non ci piace proprio. Si qualifichi bene l’intervento, da parte di Governo e Inps, e si dichiari subito che nessun lavoratore perderà un centesimo dei propri soldi.

COLECCHIA – E’ necessario ripartire dal lavoro, mettere al centro l’attività delle aziende che non licenziano, rivedere il fisco che agevoli le famiglie; un fisco attento alla produzione vera e bilanciare le infrastrutture, dando attenzione ad una politica industriale e agricola. La situazione pugliese va a rilento purtroppo.

Un grande risultato positivo è stato riscontrato dagli ammortizzatori sociali ma non possiamo restare a guardare le macerie della crisi. Serve un nuovo sviluppo sostenibile che aiuti le aziende a crescere e soprattutto a consorziarsi: è questa la grande mancanza, debolezza del nostro sistema. E’ importante dedicarsi alla buona politica in questo momento e non pensare al candidato o allo schieramento: c’è tanto bisogno di sviluppo.

Siamo in una situazione di difficoltà nella ricerca di nuovi fondi e ci sono anche nuove opportunità da rilanciare, penso alla democrazia economica. Se si vuole mettere in gioco il mondo del lavoro lo si deve fare attraverso l’azionariato dei lavoratori e la presenza degli stessi all’interno delle aziende.

Nella nostra regione, come in tutto il Mezzogiorno la crisi sta lasciando segni più marcati e più difficilmente recuperabili. Ne è un indicatore evidente il calo del 4,8% del Pil regionale nel primo semestre di quest’anno, rilevato dalla Banca d’Italia. Nello stesso periodo si è registrato in Puglia un calo dell’occupazione del 4,4%. Le ore di cassa integrazione sono cresciute nei primi 10 mesi del 2009 del 295% rispetto allo stesso periodo del 2008. 


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