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Energia fotovoltaica/ Agricoltori pronti ad affittare i campi: presentate già 6mila domande

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Il sogno è sempre lo stesso: guadagnare tanto con il minimo sforzo. Oggi gli agricoltori foggiani sognano ad occhi aperti il fotovoltaico, dopo i bocconi amari ingoiati con il grano duro venduto ormai a prezzi di saldo. La corsa perciò è aperta: sono state presentate in Puglia 6mila domande per un totale di 18-20mila megawatt di produzione energetica potenziale. Peccato però che il piano energetico regionale veda un tetto fino a 150 megawatt. <<Non è tassativo – dice il coordinatore
• Pear, Gian Maria Gasperi – però al massimo potremo arrivare a 200 megavatt».

E‘ dunque una corsa a ostacoli e tutti sgomitano per vincerla. Fatti un po’ di conti alla fine conviene almeno provarci: oggi un ettaro di grano duro, con il prezzo inchiodato a 16 euro al quintale rende all’incirca 480 euro su una produzione media stimata di 30 quintali. Domani il fitto dello stesso ettaro destinato al fotovoltaico potrebbe assicurare dai 5mila a 7mila euro annui e senza muovere un dito. D’accordo sono da detrarre le tasse (e qui non parliamo di reddito agricolo che gode ancora di una generosa fiscalizzazione) e ‘pure l’ici. Ma pur sempre di soldi piovuti dal cielo si tratta.
Tenendo presente che la maggior parte delle domande ferme all’Enel riguarda i cosiddetti impianti di piccola taglia (fino a 3 megawatt) che corrispondono occhio e croce a 10 ettari, difficile che alla corsa possano arrivare fino in fondo i piccoli imprenditori agricoli con azienda di 7-8 ettari (la tipologia media in Capitanata).
A fare affari col fotovoltaico saranno come al solito i più grandi, dai 50 ettari in su che possono permettersi di «sacrificare» alla causa delle rinnovabili 10-20 ettari. Proprio come accadeva con il grano ai tempi delle copiose integrazioni comunitarie. I piccoli invece saranno tagliati fuori perchè non potranno permettersi di vincolare tutta la superficie agricola disponibile in azienda per almeno vent’anni. Guadagni ancor più generosi per le società che installeranno gli impianti: si pensi che un megawatt di energia rinnovabile rende circa 800mila euro di utile netto. Ma questo ragionamento agli agricoltori interessa meno, loro basta che mettono a disposizione il terreno sul modello delle servitù per l’eolico che da questo punto di vista in Capitanata ha aperto la strada della diversificazione imprenditoriale in agricoltura. Del resto seguendo questa filosofia alla «riffa» possono partecipare un pò tutti coloro che dispongono di ampie superfici. Anche Aeroporti di Puglia ha presentato un bando per rivestire di pannelli 30 ettari di aree non utilizzate dell’aeroporto di Foggia per un totale di 9 megawatt. La società che costruirà l’impianto si dovrà impegnare a versare nelle casse della società digestione degli scali pugliesi il 15% sull’utile che si aggira intorno a 7,2 miliardi di euro. Così la società di gestione degli scali pugliesi si assicurerà un gettito di 27 milioni di euro in 25 anni, oltre un milione l’anno: un pò di più di quanto costa l’intera gestione dello scalo foggiano.

 

Massimo Levantaci


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