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Fotovoltaico: ecco la nuova moda. Che passa però con gli anni

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Fotovoltaico: una moda fino a pochi mesi fa. Adesso è a rischio, almeno in Puglia. La Regione introduce divieti che potrebbero ostacolare la diffusione delle energie rinnovabili. Sotto accusa il divieto di localizzazione degli impianti fotovoltaici in aree agricole e il divieto di fotovoltaico a terra, approvati contestualmente allo schema di Pptr, Piano paesaggistico territoriale regionale, che introduce linee guida per la progettazione e lo stanziamento degli impianti energetici alimentati da fonti rinnovabili. In Puglia sono state presentate 6mila richieste per il fotovoltaico, pari a 18mila megawatt di energia potenzialmente installabile. Il tetto del Pear (il piano decennale di programmazione regionale) però si ferma a 150 megawatt. Il Piano Energetico pugliese (Pear) – ha un obiettivo ambizioso: entro il 2016 portare al 18% (oggi siamo al 5,6%) il contributo delle fonti rinnovabili alla produzione di energia elettrica.

Ciò significa, in primo luogo, che nel 2016 le fonti rinnovabili dovranno produrre circa 8.000 GWh (contro i 2.179,5 GWh prodotti nel 2008). Questi gli obiettivi del Pear. Oggi siamo a quota 946 MW di eolico e 68,17 MW di fotovoltaico. Primi in Italia sia in un settore che nell’altro.

Una bella notizia nel Barese: oltre 100 famiglie di Casamassima, riceveranno gratuitamente un impianto fotovoltaico per la produzione di energia rinnovabile da 3Kw/h tale da compensare di fatto la spesa energetica familiare. E’ inclusa, senza alcun onere aggiuntivo, anche l’installazione e la manutenzione per 20 anni. La fornitura delle apparecchiature avverrà partecipando al bando di selezione con una graduatoria pubblicata dal Comune di Casamassima.

Un progetto reso possibile grazie ad un accordo tra l’Ente Nazionale Energie Rinnovabili (Ener) e il Comune, nell’ambito del progetto patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Puglia e denominato ‘100 impianti fotovoltaici in 100 comuni d’Italia’. Secondo i calcoli del Comune, gli impianti produrranno energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico familiare garantendo un risparmio di 700 euro all’anno sulla bolletta.

E intanto a Foggia, da marzo prossimo, ci sarà il primo impianto per la produzione di energia da biogas che avrà una potenza installata di 999 kilowatt. Sono state avviate già le coltivazioni di orzo e triticale, a maggio saranno piantate anche sorgo e mais: in pratica sostituite con queste colture che poi andranno ad alimentare la centrale, coltivazioni ormai non più redditizie come il pomodoro e l’ortofrutta. Il letame prodotto dallo scarto di produzione della centrale a biogas verrà impiegato per concimare il terreno, proprio come avviene adesso con il letame delle mucche.


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