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S. Giovanni Rotondo/ La Giunta approva il progetto per il PAI

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Il Piano di Assetto Idrogeologico fa un importante passo avanti: l’Amministrazione ha predisposto ed approvato il progetto da presentare all’Autorità di Bacino ed al Ministero per l’Ambiente per ottenere le risorse necessarie alle opere di messa in sicurezza del territorio. Un progetto da quasi 18 milioni di euro. Il territorio del Comune di San Giovanni Rotondo si pone sulla fascia garganica centrale che si affaccia a Sud sulla piana della Capitanata, a grande scala, l’attuale situazione orografica è legata alla natura dei terreni ed alla continua natura erosiva operata dagli agenti esogeni.
Le situazioni morfologiche marcate da acclività elevata si spingono fino al ridosso dell’abitato di San Giovanni Rotondo, il quale si sviluppa alla base delle pendici del versante e nella sottostante pianura carsica. L’area su cui sorge il centro abitato è considerata un “polje” di origine tettonica.
La zona più depressa è costituita dalle piane “Mezzanella” e “Pozzo Cavo”, circondate ad Ovest ed a Sud da rilievi poco pronunciati, che tendono armai a confondersi con le piane della valle, mentre ad Est una leggera sella divide il “polje” di San Giovanni Rotondo da quello di S. Egidio, a Nord è chiusa dall’imponente versante strutturale di Monte Celano, Coppa Arena, Monte Castellana e Monte Calvo.
Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale dal punto di vista idraulico e la salvaguardia dell’assetto idrografico del territorio, lo strumento di pianificazione a cui fare riferimento è in primo luogo il Piano di Bacino (legge 183/98).
Il Piano di Bacino, redatto dalle autorità competenti, ha individuato un’area ad alta probabilità d’inondazione che, in presenza di insediamenti urbani, è stata classificata come area a rischio idrogeologico molto elevato (R4).
All’interno del bacino imbrifero, esteso oltre 13 kmq. è presente un reticolo idrografico immissario costituito dalle valli: Valle Faina, Valle Scura, Canale di Coppe, Vallone Portamisuso, e Valle Bianca, con oltre dieci incisioni secondarie.
Quasi tutti i corsi d’acqua citati attraversano il centro abitato in assenza d’un proprio reticolo idrografico che nel tempo è stato completamente cancellato dall’agricoltura, prima, e dall’urbanizzazione in seguito, sottoponendolo ad intensi fenomeni erosivi.
Il comportamento idraulico dei suddetti corsi d’acqua è tipico dei torrenti calcarei che in occasioni di precipitazioni di una certa intensità tendono a produrre delle vere e proprie colate detritiche. Infatti, in occasione di precipitazioni torr  enziali, le acque di scorrimento superficiali attraversano in modo incontrollato il paese con tutto il loro carico di trasporto solido e, dopo aver depositato le varie congerie lungo le strade cittadine, tendono a confluire verso la parte più bassa della conca in corrispondenza della quale si infiltrano lentamente nel sottosuolo.
Nella notte tra i giorni 11 e 12 settembre 2009, un nubifragio d’eccezionale portata, pur avendo interessato una minima parte dell’intero bacino imbrifero, ha prodotto ingenti danni con l’inondazione della parte bassa dell’abitato e il dissesto di alcuni canali di fondo valle e di diverse strade comunali, oltre a quelli delle aree agricole private.
"Per la messa in sicurezza delle aree potenzialmente a rischio allagamento abbiamo dato mandato al Dirigente del Settore Ambiente/LL.PP., ing. Benedetto Di Lullo" – illustra il sindaco Gennaro Giuliani – "Gli abbiamo chiesto di concentrare le proprie energie nel redigere la progettazione preliminare per la difesa idrogeologica e alluvionale del centro abitato cittadino. Ed è con grande soddisfazione che oggi, a poche settimane dai tavoli tecnici tenutisi a Bari nei giorni 22 ottobre e 19 novembre 2009, siamo già in grado di approvare un progetto. Il passo immediatamente successivo, sul quale siamo già lavorando, è quello di attivare tutti i canali istituzionali perchè il progetto, anche solo per stralci e parzialmente, venga finanziato".

"La collaborazione del personale del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano con l’Ufficio tecnico comunale è stata molto positiva" – spiega Di Lullo – "consentendoci di mettere efficacemente a fattor comune tutte le conoscenze, le esperienze e le competenze necessarie per redigere il progetto".
"Un altro progetto lungamente atteso dalla Città vede la luce in questi giorni" – ci dice confermando la soddisfazione dell’Amministrazione l’assessore ai Lavori Pubblici Salvatore Mangiacotti – "Il Comune ha fatto la sua parte. Ora il progetto passerà al vaglio della Autorità di Bacino della Regione Puglia e poi speriamo arrivi con tutti i pareri favorevoli al tavolo del Ministero dell’Ambiente, dove l’ultima parola spetterà al Governo".


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