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Strage capodogli, Wwf: occorre una task force ministeriale

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Per il WWF Puglia, la nefasta strage di capodogli lungo le coste del Gargano, fra Cagnano Varano ed Ischitella, dimostra che lo Stato Italiano, ed in particolare il Ministero dell’Ambiente, non è in grado di affrontare simili emergenze. I numerosi volontari, i ricercatori e le centinaia di cittadini e pescatori accorsi sul posto nella speranza di salvare i meravigliosi giganti del mare hanno, infatti, aspettato invano l’arrivo degli esperti ministeriali. Sono arrivati in realtà i volontari del Centro Studi Cetacei. Purtroppo però la loro competenza e la loro dedizione non sono stati sufficienti per salvare i meravigliosi esemplari di capodogli, le soprannominate "balene con i denti". "Per evitare future stragi di cetacei – ha dichiarato Matteo Orsino, consigliere del WWF Puglia – è necessario che il Ministero dell’Ambiente si doti al più presto di una Task Force di rapido intervento. Per risolvere con la dovuta tempestività emergenze di questo tipo, occorrono, infatti, precisi protocolli operativi, personale adeguatamente preparato e investito dell’autorità necessaria per coordinare le operazioni di soccorso, mezzi idonei per effettuare le operazioni di recupero di grossi cetacei che sono estremamente pesanti, dalle 10 alle 20 tonnellate, ma anche estremamente vulnerabili fuori dall’acqua che è il loro elemento naturale.". "Nello spiaggiamento di Varano, l’utilizzo, ad esempio, di mezzi meccanici non idonei, quali le benne, per rimuovere le carcasse ha determinato lacerazioni dei tessuti con fuoriuscita di sangue e rischi di natura sanitaria, non potendo escludere al momento un’epidemia fra le cause dello spiaggiamento – ha dichiarato Pasquale Salvemini, coordinatore regionale delle guardie volontarie del WWF Puglia. La morte di 5 capodogli e l’agonia di altri due esemplari, evidenzia il WWF, è particolarmente grave. Il Capodoglio è una specie considerata "Vulnerabile" nella Lista Rossa mondiale dell’IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione) e addirittura "In Pericolo" se si considera la Lista Rossa italiana curata del WWF). Si tratta inoltre di animali elencati nella Convenzione di Washington (CITES) e di conseguenza protetti dalla legge. "Ad ormai 48 ore dalla prima segnalazione e nonostante le iniziali previsioni di imminente decesso per tutti gli esemplari, due di questi restavano ancora disperatamente aggrappati alla vita, legittimando quanti hanno chiesto sin dall’inizio un intervento delle autorità per cercare di salvarli" – precisa ancora Salvemini – "Nella sostanziale assenza del Ministero dell’Ambiente, che tardivamente ha inviato patologi per effettuare le autopsie e non uomini e mezzi per tentare un salvataggio, si è continuato a discutere di come gestire le carcasse degli animali, dimenticando che due di essi soffrivano ancora. "Le cause della strage dei capodogli di Varano – ha dichiarato l’avv. Antonio de Feo, presidente del WWF Puglia – devono essere assolutamente chiarite e per questo saranno basilari i referti necroscopici. Intanto, però, questo doloroso episodio, che, pur trattandosi del più grave mai avvenuto in Italia, si aggiunge agli altri 3000 casi di spiaggiamenti di varie specie di mammiferi marini verificatisi negli ultimi 20 anni, inevitabilmente porta all’attenzione di noi tutti i gravi problemi del mare quali ad esempio la contaminazione da sostanze tossiche e il super sfruttamento delle risorse ittiche. Nel caso specifico dello spiaggiamento deve essere considerato fra le possibili cause anche l’inquinamento acustico ed elettromagnetico dovuto ai sonar."


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