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Capodogli spiaggiati. Greenpeace: “prematuro dire che la plastica li ha uccisi”

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 “Il ritrovamento durante l’autopsia di buste di plastica nel tratto digerente dei capodogli spiaggiati alla Foce di Capoiale-Laguna, non ci sorprende e dimostra ancora una volta il grave stato di degrado dei nostri mari. – sostiene Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia – Ci sembra però prematuro (e poco credibile) affermare che questa sia la causa dello spiaggiamento.” Le ipotesi sono tante: da un possibile terremoto sottomarino all’immissione in mare di suoni a grande intensità (causati o da esercitazioni navali o da prospezioni acustiche per la ricerca di giacimenti di petrolio), all’inquinamento (verosimilmente analisi tossicologiche potrebbero confermare la presenza di metalli pesanti o altri inquinanti).
 
“Bisogna aspettare che gli esperti terminino di lavorare sui campioni prelevati per poter indicare con sicurezza le cause di questo disastro ambientale. Quello che è certo, però, è che il Mediterraneo, un mare semi chiuso, soffre particolarmente dell’impatto delle attività umane E nulla viene fatto per preservarlo. Ad oggi meno dell’1% della sua superficie in alto mare, dove le balene vivono, è protetto. Non possiamo aspettare che muoiano i capodogli per intervenire.” conclude Monti.
 
http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/comunicati/capodogli-spiaggiamento-puglia


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