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Verso le Regionali 2010/ L’Udc corre da Fitto dà benservito al Pd

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La campagna elettorale, quando ancora non sono ufficiali i candidati, parte a muso duro tra centrosinistra e centrodestra. Il gruppo dei consiglieri regionali Pdl, infatti, conquista la scena all’alba della due giorni in consiglio regionale sul Bilancio, mentre i vertici del partito si riuniranno oggi attorno al ministro Raffaele Fitto per rilanciare l’intesa – ormai a portata di mano – con l’Udc di Casini. Ieri, infatti, sono sembrate inequivocabili le parole usate dal segretario nazionale Udc Lorenzo Cesa agli Stati generali del partito.

 

«Di sicuro a fine marzo non cederemo alle lusinghe che arrivano da una parte o dall’altra per stringere una alleanza nazionale, non staremo nè con il Pdl, nè con il Pd. Il centrosinistra pugliese pensa che Vendola abbia governato bene? Se lo rielegga da solo».

Gli ha fatto eco il coordinatore regionale Angelo Sanza: «logica conseguenza sarebbe correre da soli in Puglia, ma il sistema elettorale ci penalizzerebbe. Dovremo fare u n’alleanza, ma visto che il Pd corre dietro a Vendola, è da escludere un patto coi Democratici ». Insomma, i disegni di D’Alema sembrano ad un passo dallo strappo, mentre Vendola va avanti con la sua campagna elettorale e il Pd resta avvitato nelle secche. Quanto basta la Pdl per suonarle di santa ragione al governo uscente e ai Democratici, intenzionati ad escludere Vendola dalla ricandidatura ma strenui difensori del suo operato nell’ultimo scorcio di mandato. «Nel 2008 la Regione Puglia è l’unica Regione a non aver rispettato il patto di stabilità interno in Italia nonostante il governo Berlusconi in agosto avesse provveduto ad allentare di moltissimo i vincoli e i parametri – attacca Rocco Palese, capogruppo Fi-Pdl, in conferenza stampa – e siamo l’uni – ca Regione che non lo ha rispettato nel 2006 ed è sub iudice, secondo i nostri calcoli, anche per il 2009». Nel 2006 andarono in fumo «ben 272 milioni di euro, che corrispondono alla integrazione del fondo sanitario nazionale assegnato alla Puglia per quell’anno e ancora bloccati a Roma», mentre quest’anno il rischio è di vedersi «multare » altri 200 milioni. Sul bilancio di previsione 2010, i giudizi di Roberto Ruocco (An) non sono da meno: «è da ultima spiaggia, ma soprattutto dal sapore pre-elettorale. L’unica cosa che ci riempie di soddisfazione è il fatto che sia l’ultimo bilancio della giunta Vendola». E giù col miliardo di debiti (compresi quelli coi fornitori) e le «strumentalizzazioni» denunciate da Gianmarco Surico (Misto): «il provvedimento che revisiona le pre-intese con le cliniche private è pura demagogia». Il capogruppo della Puglia prima di Tutto, Francesco Damone, parla di sanità vendoliana come del «pozzo di San Patrizio» e stigmatizza «il pagamento di due assessori al Turismo, perché il vero assessore è Ostillio». denti. Misteriosa, aggiunge Massimo C a s s a n o, anche la storia del «tesoretto» di Bilancio: «quattro milioni di euro per le nuove leggi, ma non si capisce come vogliano spenderli». Quanto agli attacchi di Vendola contro Fitto, basta guardare «la proroga al 2015 delle concessioni demaniali, permoltissimi nostri operatori in scadenza a fine 2010, varato dal consiglio dei ministri con il decreto mille proroghe. Altro che disattenzione del governo nazionale nei confronti della Puglia». In coda, le polemiche col Pd. Il capogruppo Anto – nio Maniglio par- la di «una Puglia coi conti in ordine » e quelle sparate dal Pdl sono «cartucce a salve». Gli replica Giuseppe Marinotti (An): «Evidentemente si tratta di un omonimo di quel signore che soltanto pochi giorni fa intimava al Governatore in carica, senza troppi fronzoli, lo sfratto». «Maniglio si informi presso la Corte dei Conti sui buchi della sanità e sul si rivolga – attacca Ruocco – ai suoi amici di Confindustria pugliese, che in sede di audizione hanno praticamente tacciato il Bilancio di essere falso».


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