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Dopo sessant’anni svelata la sorte di un soldato manfredoniano

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Giovanni Ognissanti scomparso sul fronte russo durante la Seconda guerra mondiale – Della sua sorte non si è saputo nulla fino a qualche giorno fa quando un alpino di Milano ha rintracciato la piastrina di riconoscimento del soldato manfredoniano – La commozione dei figli.

 

Per oltre sessant’anni non hanno saputo nulla della sorte toccata al loro congiunto se non che era dato per disperso sul fronte russo. Una formula diplomatica e pietosa per velare una triste e tragica realtà. Uno spiraglio sulla verità che il tempo ha a poco a poco ma inesorabilmente stabilito, è all’improvviso apparso nei giorni scorsi attraverso un fax indirizzato al sindaco di Manfredonia Paolo Campo proveniente da Zelo Surrigone nel Milanese, spedito da Antonio Respighi, alpino consigliere dell’ANA di Milano, il quale dava notizie di un soldato di Manfredonia del quale era stata ritrovata una piastrina militare sulla quale erano riportati i seguenti dati: Ognissanti Giovanni fu Giuseppe e Centurione Margherita, Classe 1911 Manfredonia, matricola 26877 (4) C.
Una breve indagine espletata dal segretario del sindaco Giacomo Rucher, ha appurato che si trattava in effetti del concittadino Giovanni Ognissanti dato per disperso appunto sul fronte russo nel corso della Grande guerra scorsa. I figli Giuseppe e Pasquale unici superstiti della famiglia di Giovanni Ognissanti, hanno confermato identità e circostanze. Per loro un momento di comprensibile forte commozione per una dolorosa vicenda familiare che solo in quel momento riceveva il sigillo della conclusione certa. Quella piastrina corrosa dal tempo è l’unica reliquia del loro valoroso genitore.
La piastrina militare di Giovanni Ognissanti è stata recuperata da Antonio Respighi durante un suo viaggio a Miciurinsk, una cittadina della regione di Tambov a sud est di Mosca. A consegnargliela, assieme a molte altre piastrine analoghe, un russo che le aveva raccolte poco lontano dalla città dove fra il 1941 e il 1945 c’era un campo di prigionia internazionale con relative fosse comuni. Secondo dati del Ministero delle difesa e di Onorcaduti, in quel campo nel 1943 morirono 4.178 soldati italiani. La presenza della piastrina intestata a Giovanni Ognissanti, toglie ogni dubbio quanto meno sul luogo ove il bersagliere manfredoniano perse la vita.
E’ presumibile che in quell’inferno si trovarono anche altri sipontini dal momento che da Manfredonia furono in molti ad essere avviati sul fronte russo. Giovanni Ognissanti, bracciante pacifico ed operoso, si ritrovò sbattuto su quel fronte per una fatale casualità innescata da una bandierina tricolore che portava nel taschino della giacca. Caso ha voluto che mentre passeggiava in piazza, spuntasse dal taschino il lembo rosso del tricolore: quanto bastava per essere fermato dai carabinieri ed essere iscritto nel “libro nero” del fascio locale e al momento opportuno, arrivato con l’invasione italo-germanica della Russia, spedito, nonostante fosse di età avanzata e avesse moglie e tre figli, in quell’inferno bianco da dove non è più tornato.
 


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