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Verso le Regionali 2010/ Scatta la corte a Poli Bortone. Fitto: «Nessuna preclusione»

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L’ex sindaca: «Non tiratemi per la giacchetta». Casini: «Aspetto che il Pd ufficializzi la candidatura».

 

In una Camera pratica­mente deserta è facile che i deputa­ti, anche i leader di partito, si lasci­no andare, spiegando davvero cosa pensano di questo e di quello. Così ieri Pierferdinando Casini, ai suoi interlocutori democratici, ha spie­gato come stanno le cose: «Io in Pu­glia voglio allearmi con voi, anche se c’è Nichi Vendola in campo. Pe­rò lo volete capire che proprio non posso permettermi di sostenerlo, perchè altrimenti perderei in tut­t’Italia? ». Il leader Udc nonostante tutto, nonostante quello che sta ac­cadendo a Bari e dintorni, tiene an­cora ferma la posizione, non rom­pe l’accordo siglato con il suo inter­locutore principale, Massimo D’Alema. «Io credo davvero a un progetto nuovo, non sono Mastel­la, gli impegni presi li mantengo. E, quindi, ragiono a lungo termine, penso ad un accordo con il Pd di lungo respiro e per questo in Pu­glia aspetto che voi ufficializzate la candidatura per le regionali. Se mi proponete Francesco Boccia io di­co sì, se mi proponete Michele Emi­liano dico sì. Emiliano, certo, sap­piamo tutti come è fatto, ma lui ha più possibilità di altri».
Dunque l’Udc sta ancora a guardare, nono­stante dal Pdl si insista nel dire che l’accordo con Casini sia questione di giorni. Invece l’Udc – chiosava­no alcuni degli uomini più vicini al leader – vuol capire se la candidatu­ra del sindaco barese, lanciata dal segretario pd Sergio Blasi, sia vera o meno. Se, cioè – come spiegava­no in largo del Nazareno, sede del Pd nazionale – ha ottenuto il via li­bera da Pierluigi Bersani o, invece, sia stato un modo «per far venir al­lo scoperto Emiliano, che non fa al­tro che attaccare il segretario e il presidente Vendola». Il quale – si osserva dalle parti dell’Udc – nella nota di risposta a Blasi ha usato to­ni dialoganti con i centristi. Anche per questo Casini in Puglia prende tempo, mentre conferma il soste­gno a Polverini e Chiaravalloti, can­didati Pdl in Calabria e Lazio, e ipo­tizza un accordo con il centrosini­stra in Campania. A questo punto nessuno giura più su nulla. La stessa Adriana Poli Bortone, leader di Io sud, avrebbe ammesso che il centrodestra è la sua casa e che sarebbe felice per una candidatura alla presidenza della Regione con queste insegne. Ma ha anche ricordato che all’alle­anza con il centrosinistra e con l’Udc è stata spinta proprio da chi a destra le ha fatto la guerra.
Il riferi­mento, senza nominarlo, è a Raffae­le Fitto, il quale ieri – rispondendo ad un appello di Luciano Sardelli, deputato Mpa – ha ammesso di non avere «preclusioni per nessu­no ». Sardelli, «a fronte di una sini­stra divisa su tutto e impegnata a camuffare il fallimento del gover­no Vendola», ha auspicato che Ber­lusconi e Fitto nel nome di Pinuc­cio Tatarella candidino Poli Borto­ne. E il ministro ha risposto: «Noi anteponiamo le scelte politico-pro­grammatiche ai nomi, per i quali abbiamo le nostre indicazioni, ma evidentemente siamo disponibili al confronto con le altre forze poli­tiche, in particolare Udc e Io sud, senza preclusione alcuna». Insom­ma, il Pdl è pronto a «sacrificare» il nome di Stefano Dambruoso sull’al­tare di una alleanza ampia, in gra­do di vincere. Anche per questo Po­li Bortone ha detto a Emiliano, che l’ha cercata: prima di tirarmi per la giacchetta aspettate che parli con i miei. E allora, cosa accadrà, in che direzione si va? «Si va verso il Nata­le, anche se non è buona cosa per­dere altro tempo. Ogni giorno che passa tutto diventa più difficile», è il commento del senatore pd Nico­la Latorre.
Rosanna Lampugnani
 


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