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SUONI E DANZE…ZAMPOGNE E CIARAMELLE

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Nell’immaginario collettivo urbano il suono della zampogna (la "cornamusa" dell’Italia centro-meridionale) evoca subito, di norma, la questua, la novena pre-natalizia, le "pastorali". In questo viaggio Mangano ha portato sulla scena anche la zampogna lucana, meno conosciuta di quella abruzzese e ciociara, ma che ha una storia che si intreccia con quella della Val D’Agri; in questa valle  e nel Pollino si costruiscono ancora le migliori zampogne e ciaramelle, e in particolare si suona  la “surdulina”, non solo a Natale ma in tante altre occasioni quali battesimi, fidanzamenti, serenate, ed è quindi un ottimo strumento per far ballare tarantelle e pastorali. Tra i vari strumenti ad ancia non è mancata la presenza della piva emiliana, a completamento del viaggio tra gli strumenti ad ancia d’Italia.
    Per Michele Mangano, responsabile dell’Ass. La Bella Cumpagnie, che dall’8 Dicembre  al 6 Gennaio sarà presente sul territorio con i suoni della tradizione ed il progetto “Suoni e danze…zampogne e ciaramelle”, è stata questa un’occasione più che speciale, infatti oltre alla gioia di ripercorrere un sentiero di tradizioni in via di estinzione è stata l’occasione di farlo accanto al suo Maestro Michele Campanile, alfiere e studioso insieme a pochi altri delle tradizioni culturali del Gargano ma anche di tutto il Sud Italia, colui a cui Mangano deve la vocazione che oggi si ritrova  e  cioè l’amore per la danza, la musica popolare e il teatro.
  In particolare l’8 Dicembre Mangano e i suoi zampognari sono stati di casa a  Candela, il  14 Dicembre a Foggia, il 18 Dicembre a Casacalenda in Molise, il 19 a Manfredonia, dove appunto Mangano ha fortemente voluto la presenza del M° Campanile col quale ha intonato canti natalizi alla maniera in cui si faceva in passato, ma soprattutto i due maestri hanno improvvisato una tarantella che ha emozionato tutti i presenti, soprattutto i giovani. Tradizione e innovazione che si confrontano e si sposano con risultati entusiasmanti, a riprova di una possibile convivenza e dell’intreccio dell’antico col moderno. 
Afferma Mangano “Era dal 1986 che non mi esibivo col mio maestro Michele Campanile e per me è stata una emozione indescrivibile ritrovarmi con lui sulla scena dopo ben 23 anni. Impossibile per me dimenticare le due mattine del 7 e 8 maggio (1977 e 1978),avevo appena 17 anni ed entrai a far parte del gruppo di tradizioni popolari Li Cafune  di Monte Sant’Angelo, quando con il Prof. Michele  Campanile esperto di antropologia ed etnomusicologia, nonché fondatore del gruppo,  aspettavamo l’arrivo delle compagnie di pellegrini scortate da orchestre di zampogne al santuario di San Michele Arcangelo, per verificare una volta di più l’esplosione di una religiosità popolare allora non ancora completamente modificata dalla Chiesa.
Sulla scia delle esperienze fatte con “li Cafune” nasce l’Ass. La Bella Cumpagnie in cui già dal lontano 1986  un gruppo di esperti di strumenti ad ancia che ancora oggi opera attivamente e al quale ogni anno aderiscono nuovi esperti si impegna attivamente nel portare avanti gli studi su questi strumenti rudimentali.
Da allora ogni anno si organizzano meeting, festival e soprattutto incontri con i giovani e i bambini al fine di far conoscere questi quadri che riguardano situazioni sociali recentemente trascorse o addirittura ancora vive, e nelle quali in molti potremmo scoprire persino legami familiari, far pensare che il senso della Storia risiede nel tenere conto del pensiero e delle evoluzioni che hanno caratterizzato la quotidianità dei singoli e della collettività che ci hanno preceduti, far   scoprire le ritualità che scandiscono le stagioni della vita e della natura, delle costumanze che conferiscono ancora oggi caratteri esclusivi alle popolazioni e ai territori.
In collaborazione con l’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia si è tenuto nel 2007 il “I° Festival della zampogna in Puglia”, nonché il “I° Convegno internazionale di studi sulla zampogna” patrocinato dalla Provincia di Foggia con presidente Carmine Stallone, che ha visto in Puglia tra i più grandi esperti e studiosi suonatori di zampogne e ciaramelle, a livello nazionale e internazionale”.
Tornando alla storia nei cinque decenni che sono trascorsi dalla prima tappa fondamentale della ricerca etno-musicologica in Italia, la campagna di raccolta condotta nel 1954-1955 da Diego Carpitella e Alan Lomax (registrazioni sul campo dall’Alto Adige sino alla punta meridionale della Sicilia), la diffusione dello strumento è stata in molte occasioni verificata anche fuori dell’ambito magico-religioso. Oggi ancora, il suo uso profano anima le occasioni festive, al suono trascinante della zampogna si ballano saltarelli e tarantelle, si accompagnano le serenate e i canti. Ma la zampogna non è più legata al lavoro: si suonava durante il lavoro nei campi, oppure, in occasione delle grandi transumanze, al seguito del gregge. Con l’emigrazione di massa nelle città, contadini e pastori hanno dovuto distaccarsi drammaticamente dalla loro cultura tradizionale per poter accedere ad uno status economico superiore; l’uscita inevitabile da un’economia contadina si è fatta senza la guida di una cultura.
Oggi scopo dell’Ass. La Bella Cumpagnie è quello di guardare al mondo, senza però mai dimenticare le proprie radici, che rendono possibile il confronto con le molteplici culture che oggi fanno parte del nostro presente, e quindi invitare le istituzioni a collaborare attivamente con le associazioni che lavorano seriamente per la rivalutazione del territorio, cercando di non dimenticare mai di attingere dagli alfieri che ancora possono dare tanto al territorio, come appunto il caso del M° Campanile.


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