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Provincia in crisi/ Maggioranza senza numeri. D’Anelli lascia la maggioranza di centrodestra

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“Con questa Provincia meglio tornare al voto”.

 

Questa è una di quelle letterine a <<Babbo Natale>> che non si dimenticano nella vita. E’ firmata da Carmine D’Anelli, consigliere provinciale nonché sindaco di Rodi, ed è indirizzata al presidente della Provincia, Antonio Pepe, e alla galassia del centrodestra. Già, perché D’Anelli, mai assente in Consiglio provinciale, ha deciso chela misura è colma e che con un «centrodestra che non ha un progetto e che continua a vivere alla giornata è molto meglio andare ad elezioni anticipate, cogliendo al volo la scadenza delle regionali».
Una posizione forte quella di Carmine D’Anelli, eletto nella lista del <<Presidente Pepe>> con percentuali consistenti, da 8 anni alla guida del Comune di Rodi con una lista civica che si riconosce anche nel centrodestra. O meglio, si riconosceva perché anche il blocco della giunta Rodi ha deciso di chiamarsi fuori. “E’ una decisione non emotiva. Quella per il Comune di Rodi è inevitabilmente legata alla gestione del Pdl. La delusione è grandissima, perché nel Pdl non c’è nulla. Non vengono premiate le competenze, i territori sono mortificati e si va avanti solo per difendere posizioni precostituite. Si badi bene, nessuna rivincita personale, i miei amici del Pdl, perché sia ben chiaro che faccio un discorso politico e non personale, sanno benissimo che il ministro Fitto mi ha offerto un posto nella lista per le regionali», spiega D’Anelli.
Tuttavia la decisione di tirarsi fuori dalla maggioranza che governa la Provincia da circa due anni, non c’è dubbio, ha un peso completamente diverso. E che peso- Le motivazioni di D’Anelli sono politiche e programmatiche. Per il consigliere della <<Lista Pepe>>, che nella penultima seduta del Consiglio aveva preannunciato una posizione forte in assenza di un cambio di rotta, siamo di fronte ad uno scenario senza prospettive: “La mia contestazione politica non riguarda incarichi perché si sa che in prima battuta ero stato sondato per fare l’assessore ai Trasporti, ma intendevo fare anche il sindaco di Rodi e il doppio incarico non mi convinceva. Le motivazioni?. Alla Provincia ci sono assessori che vivono alla giornata, per le piccole clientele o che pensano di utilizzare l’ente per farsi campagna elettorale. Ma la cosa più grave è l’assenza di un progetto. Al presidente Pepe avevo chiesto di concentrare l’attenzione su 4 punti: Foggia, perché il capoluogo è una macchina di una potenzialità che se messa in moto farà bene all’intera provincia e lo dico da garganico; il Gargano per la questione turismo; i Monti Dauni che hanno bisogno di un sostegno particolare; l’aeroporto di Foggia che serve al territorio da una parte ma anche per un discorso turistico ed anche in questo caso lo dico da garganico, perché al momento non esistono alternative valide. Non è stato fatto nulla di tutto ciò. Allora che ci stiamo a fare? Meglio votare”. D’Anelli che non lesina critiche anche all’individuazione delle priorità dell’area vasta: «Non ho niente contro il recupero dell’abbazia di Kalena, ma non capire che ci sono altre priorità a cominciare dal completamento della superstrada del Gargano vuol dire non saper ascoltare attentamente i territori».
E’ evidente che per un consigliere eletto nella lista del Presidente questa posizione potrebbe creare non poco imbarazzo proprio al diretto interessato, e cioè a Pepe. Tuttavia D’Anelli specifica che «sul piano personale Pepe resta la persona che è tanto che rifarei la scelta di due anni fa, la questione invece è politica e riguarda Pepe ed il centrodestra. Intanto sono fuori dalla maggioranza. E mi pare di non essere il solo. Per me a questo punto è meglio tornare alle urne a meno che non ci sia un colpo di reni ed un sussulto di dignità da parte di tutti».
Filippo Santigliano


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