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Verso le Regionali 2010/ PD – Emiliano a Bari spacca la sua maggioranza

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Panettone amaro, o dolce sorpresa? Dal sacco dei doni, Babbo Michele ha tirato fuori un «sì», scombinando la pace festaiola a metà e più tra consiglieri comunali e assessori della giunta. «Sì» a Blasi e Santo Stefano in tilt. Certo, la politica è anche punti di vista, ma il centrosinistra ha mancato da mesi l’appuntamento per compattarsi attorno a questo o quel candidato. Questione di punti di vista, ma anche (sussurrano, «soprattutto ») vecchie e nuove opportunità, che si creerebbero, o si perderebbero.

Qualcosa frulla nella testa del sindaco Michele Emiliano, ora anche in pole come candidato alla presidenza della Regione, ma cosa lo sanno in pochi. Di certo il terremoto che potrebbe anche portarlo al governo della Puglia, ha creato uno tsunami che si sta abbattendo su palazzo di città.

«Un terremoto di entusiasmo – precisa l’assessore alle attività economiche, Franco Albore -. Ho sempre detto a Michele di andare fino in fondo, in gioco ci sono gli interessi, lo sviluppo, il futuro della nostra regione e della nostra città». Mentre Carlo Paolini, consigliere della Lista Emiliano, continua a chiedere le primarie, «così è scritto nel programma del Pd, così è stato nella passata competizione regionale, nella competizione per l’elezione del segretario regionale del Pd, del segretario nazionale del Pd, della scelta di Prodi ecc».

In realtà da giorni, per esempio, Andrea Dammacco (i Moderati per Emiliano), a proposito della modifica della legge elettorale regionale, che lascerebbe l’incompatibilità, ma non l’ineleggibilità, dichiara che non «si tratta di una legge ad personam, ma di un provvedimento che invece spazza via dalla Puglia una precedente legge, quella sì ad personam». Ma anche il fronte dei dissidenti duri si attenua. La telefonata del cronista in cerca di un «sondaggio al volo» ha mandato il pandoro di traverso.

In un certo senso è andata bene ai «non raggiungibili», gli assessori Gianluca Paparesta e Giovanni Giannini, i consiglieri Giancarlo Mongelli (LE), Pietro Albenzio e Fabio Ladisa (Realtà Pugliese). Antonio Bisceglie (Pd) spiega: «Nulla contro Vendola: ma quella di Emiliano è una scelta politica». Maria Maug eri (capogruppo Pd): «Preferisco attendere il confronto dell’assemblea regionale, sperando che la decisione non comporti spaccature all’interno del partito». Emanuele Martinelli: «Temo le ripercussioni dell’elettorato barese». Giuseppe De Santis(Pd): «Da sei mesi stiamo facendo pochissimo». Dichiarazioni, queste ultime condivise dal centrodestra.

Telegrafico Tommy Attanasio, coordinatore Pdl Bari: «La politica partecipativa è soffocata da questo balletto infinito delle poltrone. Di fatto c’è un’attività amministrativa che resta bloccata. Una città che resta ferma. Sono certo che Emiliano pagherà dazio, per il resto il centrodestra è pronto ad affrontare questa eventuale doppia sfida». E il consigliere comunale, Filippo Melchiorre: «Da diversi mesi l’agenda politica cittadina e regionale che leggiamo sui quotidiani è solo rivolta al totocandidati, al toto-incarichi. Bisognerebbe far ritornare al centro del dibattito i cittadini, le loro esigenze, i loro problemi».
[rob. calp.]


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