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Puglia, centrosinistra va alle primarie. Casini attacca Nichi.Vendola: chieda scusa

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Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola (Sel) chiede al leader nazionale dell’Udc Pier Ferdinando Casini le sue scuse in merito a dichiarazioni fatte in una trasmissione della Rai.

 

 “L’onorevole Pier Ferdinando Casini – afferma Vendola – in una intervista televisiva ha usato parole inappropriate e gravemente lesive nei miei confronti, frutto di una sua cattiva informazione su ciò che è accaduto ieri a Bari”. “Non si è verificato – precisa Vendola – nessun atto squadristico e dubito che chiunque possa associare la mia vita a qualunque cosa somigli a una violenza”. “Conosco Casini – aggiunge Vendola – come una persona seria e prudente e in virtù di un autentico sentimento di amicizia chiedo di rettificare quelle parole così ingiustificate e di porgermi le sue scuse”.

CASINI ACCUSA VENDOLA DI "SQUADRISMO POLITICO"
Il leader dell’Udc Pierferdinando Casini, potenziale alleato del centrosinistra nelle elezioni regionali in Puglia, ha accusato oggi il governatore Nichi Vendola di ”squadrismo politico per i fatti gravisimi accaduti ieri a Bari”. Nelle ricostruzione fatta da Casini in una intervista concessa questa sera dal Tg3 nazionale, ieri in occasione della riunione del parlamentino del Pd a Bari, sarebbe avvenuta una ”irruzione” da parte dei sostenitori di Vendola, al punto poi da impedirne i lavori. Circostanza peraltro smentita da numerosi testimoni, secondo i quali semplicemente le porte della sala sono state aperte consentendo a chiunque di entrare.
”C’è stata -avverte tuttavia Casini – una violenza morale senza precedenti: irrompere in un’assemblea di un partito per impedire una scelta autonoma rispetto alle candidature. Credo che Vendola debba chiedere scusa ai pugliesi e a tutti gli italiani per questo gesto che ci riporta a una vecchia politica”.

BLASI: PRIMARIE IL PIU’ PRESTO POSSIBILE
Quelle che si celebreranno in Puglia saranno primarie «aperte» ai sostenitori del centrosinistra e non solo agli iscritti ai partiti della coalizione, e andranno fatte prima possibile perchè non si può chiedere all’Udc di aspettare ancora a lungo. Il Pd pugliese, per voce del segretario, Sergio Blasi, accoglie la disponibilità manifestata oggi dal presidente del partito, Michele Emiliano, a confrontarsi nelle primarie con Nichi Vendola e annuncia che già domani si riunirà il tavolo tecnico organizzativo della coalizione di centrosinistra per stabilire nel dettaglio tempi e modalità della competizione.
"Sono contento che Michele Emiliano abbia accettato, cosa che io avevo suggerito, di fare le primarie.Credo che sia un atto di onestà nei confronti dei nostri iscritti ed elettori”, ha aggiunto Blasi "io ho perseguito un progetto durante la battaglia congressuale -ha aggiunto- cioè quello di provare a costruire un’alleanza larga che tenesse a cuore gli interessi del Sud contro un governo nordista bloccato intorno agli interessi di Berlusconi. Questo è stato sempre il nostro obbiettivo per cui abbiamo sempre lavorato. La candidatura di Emiliano -ha sottolineato Blasi – quella di Emiliano "è una candidatura forte perchè sono convinto che i pugliesi e gli elettori del centrosinistra, che vogliono come me vincere le elezioni regionali per evitare il ritorno di una cattiva politica conosciuta prima del 2005, capiranno e lavoreranno insieme a me e a Michele Emiliano affinchè egli possa vincere le primarie. Gireremo la Puglia -ha proseguito- e racconteremo questo progetto e il programma riformista del Pd".

EMILIANO ACCETTA LE PRIMARIE
«Se Vendola proprio ci tiene, vuol dire che faremo le primarie»: lo dice Michele Emiliano, sindaco di Bari e presidente dell’assemblea regionale Pd, parlando con i giornalisti a proposito dell’impasse dal quale il Partito Democratico pugliese sembra non riesca ad uscire per la nomina del candidato presidente del centrosinistra alle prossime regionali.
Incalzato dai giornalisti Emiliano accetta per la prima volta le primarie, poste come condizione dal presidente uscente della Regione Puglia, Nichi Vendola, perchè sia fatto un nome diverso dal suo a candidato presidente del centrosinistra.
Emiliano, tuttavia, non risparmia dure critiche a Vendola: «Vuole spaccare – dice – anche il Pd, dopo aver spaccato il suo partito, dopo aver spaccato i Verdi e i Comunisti Italiani, dopo aver spaccato l’Idv. Dopo aver ridotto a un cumulo di macerie il centrosinistra pugliese».

EMILIANO: AL POPOLO LA DECISIONE
Per il sindaco di Bari e presidente del Pd in Puglia, Michele Emiliano, quindi «va rimessa al popolo la  decisione sulla vicenda» della sua candidatura alla presidenza  della Regione Puglia, in contrapposizione alla autocandidatura  del presidente uscente Nichi Vendola. Emiliano pone come «unica condizione» la  modifica della legge regionale che gli impedisce di candidarsi  alla presidenza della Regione senza dimettersi dalla carica di  sindaco, perchè ritiene di «non poter ulteriormente lasciare  nell’angoscia consiglieri comunali di Bari, i cittadini di Bari,  i militanti del Pd e dell’Udc e degli altri partiti».

EMILIANO: CHIEDO A VENDOLA DI RITIRARE LE TRUPPE
«A  questo punto – ha ribadito – le primarie gliele chiedo io a Vendola. E glielo chiedo serenamente, senza acredine». «Gli  chiedo – ha sottolineato – di ritirare le truppe. Andiamo a  votare perchè in questa maniera restituiamo al popolo un luogo  dove finalmente esprimersi». 
«Chiedo al presidente Vendola – ha  proseguito Emiliano – che le primarie siano fatte in modo  regolare. Primo perchè l’incitamento alla violenza e alla  prevaricazione potrebbe essere perfino raccolto da qualche  sconsiderato dei miei sostenitori, lo dico con simpatia, e  questo non andrebbe bene». Secondo – ha aggiunto – «perchè io  e lui, abbiamo una relazione personale sicuramente provata ma  ancora forte. Perchè ogni volta che lo incontro ho nei  confronti di Vendola un istintivo affetto che non posso e non  riesco a soffocare neanche di fronte ad atteggiamenti come  quello di ieri». Per Emiliano, «bisogna far valere le ragioni della Puglia,  in una competizione per le primarie che finalemnte restituisca  ruolo al popolo, coi numeri. E soprattutto dia a Bari la  certezza che l’amministrazione non cade e che continuerà a  funzionare».

VENDOLA DICE SI’ ALLE PRIMARIE:
Le primarie il 17 gennaio, cioe’ prima della seduta del Consiglio regionale pugliese, convocata per il 19, che dovrebbe esaminare l’emendamento con il quale potrebbe essere cassata dalla legge elettorale regionale la ineleggibilità dei sindaci. Lo ha proposto poco fa il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola (Sel), rispondendo alle dichiarazioni fatte in Municipio dal sindaco di Bari e presidente dell’assemblea regionale del Pd, Michele Emiliano.
«Credo che se Emiliano e il Pd scelgono la strada delle primarie abbiamo l’occasione di tornare a fare politica normalmente, mettendo al centro la contesa delle idee, dei programmi, ragionando della Puglia e non ragionando del ceto politico. Ovviamente non ci sono subordinate possibili soprattutto se esse presuppongono una invadenza da parte del Governo regionale in materia che è tipica prerogativa del Consiglio regionale».

EMILIANO: LE PRIMARIE MEGLIO IL 24
Per il sindaco di Bari e presidente pugliese del Pd, Michele Emiliano, «la data più giusta per lo svolgimento delle primarie per l’individuazione del candidato del centrosinistra alla Regione Puglia è il 24 gennaio». «In tal modo – afferma in un comunicato – sarà possibile consentire al Consiglio regionale di approvare il 19 gennaio l’emendamento ‘salva Barì e parallelamente di svolgere tutti i passaggi necessari per far partire la macchina organizzativa delle primarie»
 

VENDOLA SULL’EMILIANUM: NON INTERFERISCO IN MATERIA ELETTORALE
«Io non intendo interferire nella  materia elettorale» ha sottolineato poi Vendola (Sel), rispetto  all’emendamento «salva-Emiliano» sul quale ha sempre espresso  la sua contrarietà. «Io – ha detto Vendola – sono il presidente della giunta  regionale e la materia elettorale ci vede in consiglio regionale  tutti quanti alla pari discutere di quello che viene proposto  senza che ci possa essere una interferenza da parte del governo regionale».
«Penso – ha proseguito – che le posizioni, anche le  differenze, le differenze di stile e di cultura politica, sono  sotto gli occhi di tutti». «Quindi – ha concluso – si vada  rapidamente al voto, evitiamo modifiche normative che io non  posso garantire, che appartengono alla libertà, alla libera  decisione, al libero convincimento di ciascun consigliere  regionale e facciamo una esperienza politica che può essere di  giovamento per tutto il centrosinistra».

VENDOLA: IO PERDONO, NON DIMENTICO
«Le riconciliazioni non devono  essere atti di ipocrisia. Le riconciliazioni devono essere anche  la possibilità di guardare criticamente e autocriticamente  agli strappi, alle ferite, alle troppe parole in libertà che  sono state dette», ha sottolineato ancora il presidente della Regione  Puglia, Nichi Vendola, a proposito delle dichiarazioni fatte  stamani da Michele Emiliano, il quale ha detto, rispetto alle primarie, che, comunque vada, lui sarà al fianco di Vendola, sia che  vinca, sia che perda, e ha chiesto a Vendola una  riconciliazione. «Io – ha detto Vendola – sono stato educato alla cultura del perdono, non sono educato alla cultura della rimozione e dell’oblio».


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