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Verso le Regionali 2010/ Pdl, Tatarella scopre le carte: «Poli Bortone, prima scelta»

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Stamane l’assemblea regionale del partito si riunisce per sciogliere il nodo del nome per la Regione.

 

E’ l’ora delle decisioni irre­vocabili. L’assemblea regionale del Pdl si riunisce stamane alle 10 nella sede di via Falcone e Borsellino per sciogliere il nodo delle candidature alla presidenza della Puglia. L’assem­blea è allargata a deputati e consiglie­ri regionali. Sarà presente tutto lo sta­to maggiore del partito, tra cui il mi­nistro Raffaele Fitto, il senatore Fran­cesco Amoruso e l’onorevole Anto­nio Distaso. Questo «parlamentino» è la risposta in tempo reale del cen­trodestra pugliese al flop dell’altro ie­ri dell’assemblea regionale del Pd. A spingere sull’acceleratore è stato ieri l’eurodeputato Salvatore Tatarella se­condo cui «è venuto il tempo di una coraggiosa iniziativa politica che rompa gli indugi».
Onorevole Tatarella, eppure lei ha fatto parte finora del partito dei temporeggiatori.
«A differenza di altri, che voleva­no scegliere il candidato già in occa­sione della Fiera del Levante, ho sem­pre sostenuto che bisognava evitare di rifare l’errore delle amministrati­ve quando si fece troppo presto il no­me di Simeone Di Cagno Abbrescia. L’Udc obiettò allora che noi avevamo deciso per conto nostro e perciò sal­tò dall’altra parte. Memore di questa esperienza, ho preferito la linea at­tendista».
E adesso che cosa è cambiato?
«A questo spunto lo spappolamen­to politico del centrosinistra è evi­dente. Ci sono contrapposizioni per­sonali molto forti e correnti interne organizzate con il coltello fra i denti. Il Pd non è in grado di fare un nome. Per noi ora è il momento di varcare il guado perché che altro di peggio pos­siamo aspettarci da loro? » Ma nemmeno voi avete ancora un candidato. Oggi uscirà dall’as­semblea? «Dico che si devono fare subito al­leanza, programma e candidato».
C’è la reale possibilità che la sfi­da per le regionali si giochi tra due toghe, il magistrato Stefano Dam­bruoso e l’ex pm Michele Emiliano?
«Noi non abbiamo ufficializzato nessuna candidatura. Quello di Dam­bruoso è un nome come altri. Ma cre­do che a capo di un’amministrazione non debba esserci un esponente del­la società civile ma un politico. Que­sta è la linea prevalente anche nel partito».
Quindi, scusi il bisticcio, la Poli Bortone resta in «pole»?
«Sì».
Concorda con ciò che ha detto Lu­ciano Sardelli di Mpa per cui la lea­der di Io sud restituirebbe armonia al centrodestra pugliese nel segno della lezione di suo fratello Pinuc­cio?
«Senz’altro. Anzi in questo caso Mpa entrerebbe nella coalizione por­tando un ulteriore patrimonio di vo­ti per una vittoria sicura».
Crede a Fitto quando dice che per lui non ci sono veti sull’ex sin­daca di Lecce?
«Sì».
Eppure Fitto ha parlato di diver­genze interne da limare.
«Abbiamo fatto molte riunioni e nei nostri organi politici il dibattito è stato sempre correttissimo. Alla fine le decisioni sono state condivise da tutti». Nelle ultime ore si è affacciata l’ipotesi di una candidatura Dista­so, vicesegretario regionale del Pdl. «E’ un ottimo deputato e ammini­­stratore. Ma non posso fare previsio­ni da Babbo Natale».
Resta da sciogliere il nodo Udc. Dopo il fallimento dell’assemblea dei democratici il partito di Casini è più vicino a voi?
«L’Udc ha ormai tutti gli elementi per decidere e allontanarsi il più pre­sto possibile da una rissa fra due am­bizioni personali che io ho definito due Narcisi. Il Pdl è stato cauto, ha avuto rispetto del dibattito interno ai centristi».
Il segretario regionale dell’Udc, Angelo Sanza, parla di fase di stal­lo.
«Ora è il momento di decidere. Di­co a Sanza di venire con noi. Noi sia­mo la più grande forza politica pu­gliese. Potremmo vincere da soli. Avevamo tutto il diritto di scegliere per primi. Ma siamo stati signori».
In Puglia e Campania i giochi per le candidature alla presidenza del­la Regione non si sono ancora chiu­si. Ritiene concreta la possibilità di un’alleanza «strabica» dell’Udc in due regioni chiave del Mezzogior­no?
«Il mio auspicio è che l’Udc torni nella casa madre, ma fatti locali com­plicano questa prospettiva».
Emiliano ha dichiarato ieri che vuole fare le primarie. Che ne pen­sa?
«Emiliano cambia opinione ogni cinque minuti. E’ un umorale. Le pri­marie sarebbero un ulteriore mo­mento di lacerazione, renderebbero il clima ancora più incandescente. Non sarebbero un momento unifi­cante ma uno scontro tra opposte ti­foserie».
Però il sindaco di Bari ha messo il veto che il consiglio regionale vo­ti prima l’Emilianum.
«Non ci sono le condizioni né poli­tiche né aritmetiche. E’ difficile far cambiare idea ai 15 dissidenti di maggioranza. L’opposizione farà ostruzionismo a oltranza».
Salvatore F. Lattarulo
 


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