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Il Sole 24 Ore inchioda Foggia, ma la Capitanata è un’area viva

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Anche nel 2009, la classifica stilata dal Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle province italiane, vede Foggia relegata nelle ultime posizioni. La 99ª posizione occupata dalla Capitanata lascia immaginare come il nostro territorio sia afflitto da numerosi quanto insormontabili problemi e induce a pensare che ci sia poco spazio per la speranza. Come sempre la classifica finale è il frutto della media aritmetica del punteggio riportato dalle province in sei macroaree (tenore di vita; affari e lavoro; servizi/ambiente/salute; ordine pubblico; demografia e popolazione; tempo libero).
Nello specifico Foggia è migliorata dal punto di vista degli affari e del lavoro (passando dal 76° al 61° posto). Ma, di contro, è una città dove la sicurezza continua a scarseggiare.
Tristemente allarmante è il risultato che ci vede al 105° posto per quanto concerne “servizi e ambiente” (insieme di infrastrutture, ecosistema, clima, decessi, scuole e cause civili). È evidente che in questo settore il nostro territorio debba ancora fare molto.
Lascia alquanto perplessi, invece, il piazzamento di Foggia per quanto attiene il “tempo libero”, composto da spettacoli, lettura libri, ristorazio¬ne, volontariato e attività sportive e culturali.
Infatti, quello foggiano è un territorio ove non mancano attività ricreative (basti considerare l’elevata fruizione di sale cinematografiche, di locali per la ristorazione da parte di persone di tutte le età), ed inoltre è a tutti noto come sia fiorente la attività culturale che promana dalle numerosissime associazioni culturali e di volontariato intellettuale che garantiscono ogni giorno un cartello ricco di iniziative di vario genere e natura, dimostrazione lampante e chiara di tale vivacità è per esempio la difficoltà logistico organizzativa per quel che concerne la scelta delle sale, che sono spesso da tempo prenotate per le varie attività convegnistiche o di altro genere.
L’Associazione Qualità della Vita, che ha come motore del proprio agire ed operare tale importante argomento, non può esimersi dal muovere le proprie osservazioni critiche a questo risultato.
La nostra compagine, impegnata da cinque anni a promuovere il concetto della qualità della vita a Foggia, ritiene la classifica non del tutto veritiera e frutto di una visione un po’ troppo sbilanciata verso il nord Italia.
La circostanza per cui le ultime posizioni della graduatoria sono occupate esclusivamente da province del sud non deve indurre a pensare che il benessere si trovi solo a nord di Roma. A conferma di ciò basti pensare che una città come Siracusa, che può vantare un centro storico tutelato dall’Unesco ed è uno dei più grandi insediamenti industriali del Paese, sia stata relegata alla 96ª posto.
Inoltre, a corroborare queste osservazioni critiche rispetto alla classifica stilata dal Sole 24 Ore, risulta il paragone con la  classifica stilata dall’altro grande quotidiano economico italiano, Italia Oggi, secondo cui Foggia è addirittura al 34° posto.
Forse la reale dimensione della nostra provincia sta nel mezzo.
La Capitanata è un’area viva, che pullula di iniziative e che è in grado di ospitare oltre un milione di turisti durante la stagione estiva. Soltanto nel periodo di luglio e agosto la provincia di Foggia ha lo stesso flusso turistico che per esempio la provincia di Bari ha nell’arco dell’intero anno solare. A questo si aggiunga la straordinaria potenzialità del turismo religioso cha ha in San Giovanni Rotondo, Monte Sant’Angelo ed il Santuario dell’Incoronata (primo luogo di apparizioni Mariane dell’occidente), una straordinaria potenzialità, che dovrebbe essere abbinata al turismo archeologico visti gli enormi patrimoni di cui siamo dotati il cui combinato disposto potrebbe avere ancor più ricadute positive sotto il profilo meramente turistico ed occupazionale.
Subiamo senz’altro lo scotto degli ultimi lustri, in cui la cattiva politica ha insabbiato  il nostro territorio e non ha affatto posto lo sviluppo tra le priorità del programma politico. Evidente è il degrado in cui per esempio la città capoluogo versa ormai da troppo tempo, un degrado soprattutto di carattere morale che riguarda tutti i segmenti sociali e tutte le fasce d’età, soprattutto quelle giovanili, il che poi genera episodi di quotidiana follia a cui purtroppo assistiamo da tempo e rispetto ai quali la pubblica opinione ha ormai un atteggiamento indifferente quasi fossero la normalità.
Una normalità agghiacciante alla quale ci siamo silenziosamente abituati e talvolta vergognosamente adeguati.
Tanto i singoli cittadini,  quanto le associazioni culturali e di volontariato intellettuale si sforzano continuamente di sopperire, rispetto a quello che le istituzioni non sempre sanno garantire e si sforzano altresì di instillare nei propri concittadini la convinzione che Foggia sia una città dalle potenzialità ancora inespresse e con una provincia viva e pronta a sostenerla.
Dobbiamo imparare  a ragionare avendo come punto di riferimento il monito: “Cosa possono fare i foggiani per Foggia, e non solo Foggia per i foggiani” e certamente la vivacità e l’intraprendenza della società civile, vero cuore pulsante della nostra città e della nostra provincia, potranno migliorare le cose, il tutto sperando che chi è deputato a stilare tali classifiche, (che vive altrove), venga informato da chi di dovere che abbiamo voglia di rinascere.


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