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Vieste nell’era globale – La storia dei sentimenti morali –

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Dopo la riqualificazione con il cemento armato dei villaggi turistici che insistono sulla spiaggia, minacciati dal vertiginoso aumento dei posti letto, i vincenti, per tutelare la competitività delle proprie strutture ricettive, si fanno paladini dell’ambiente! Nella Vieste lanciata verso il futuro si valorizza l’ambiente con il cemento e si proteggono le vecchie mura urbiche distruggendo la bellissima costa con giganteschi massi di pietra. Nella Vieste globale, la politica implode. In un’intervista rilasciata il mese scorso a Matteo Palumbo de “l’Attacco”, Michele Mascia, presidente del Consiglio Comunale di Vieste, ha detto: «Ersilia Nobile e gli assessori sono lì solo per
curare i loro interessi personali, anziché quelli dei cittadini». Ma che roba è? Sono questi gli amministratori che governano la capitale del turismo europeo? Dal sito del Ministero della Salute emergono dati non proprio confortanti sulle acque di balneazione a Vieste. Alla voce “Stagione balneare in corso, monitoraggio in tempo reale, divieti di balneazione”, emergono sei tratti
di costa non balneabile per inquinamento: Canale Caruso, Canale Molinella, Canale Portonuovo, Canale Torre Del Porto, Foce Canale Valesano, scarico rete fognante. Alla voce Rapporto 2008 (situazione al 31.12.2007), è una mappa a indicare i sei tratti inquinati. Anche nel Rapporto 2007
(situazione al 31.12.2006), è una mappa a individuare i tratti che dovrebbero essere
interdetti alla balneazione. La collettività ha subito le esternalità negative. La salute dei bagnanti non è stata tutelata da chi di dovere. Nella Vieste globale gli esseri umani sono alienati e trattati senza rispetto. Però c’è un’uguaglianza percepita: i figli degli operai vanno a scuola con i figli
dei vincenti, le loro mogli fanno la spesa negli stessi supermarket dove si recano le mogli dei vincenti. Ma è una cosa non voluta. Nella Vieste globale i vincenti non hanno studiato e non sanno di tradire Adam Smith, che non era un comunista. Nella Teoria dei sentimenti morali, l’economista
sottolineava l’importanza per gli operatori del mercato del «rispetto del senso d’onore» che permetteva di «apparire in pubblico senza vergogna». Il segretario dalla Cgil viestana, in alcune
interviste rilasciate alla “Voce di Vieste” nel 2003, tuonava: «Nel settore del turismo, ad esempio, ad eccezione dei due grandi gruppi come Marcegaglia e Ventaglio, non c’è nessuno che paghi lo
stipendio per intero, versando contributi regolari all’Inps e all’Inail». Ma come! Siamo la capitale dell’illegalità?. I vincenti della Vieste globale non si sono vergognati di trattenere il trattamento
di fine rapporto dei propri collaboratori. Si sono arricchiti con il lavoro degli operai. Nella Vieste globale i loro mutui bancari sono rimborsati lucrando sull’indennità di disoccupazione. Il Comune ha venduto gli accessi alle spiagge ai titolari dei villaggi turistici. La globalizzazione impone la privatizzazione delle spiagge. Bisogna proteggere la privacy dei turisti ospiti nei villaggi turistici
che insistono sulla battigia marina. A nord di Vieste, la lunga spiaggia di Santa Maria di Merino conta soltanto quattro accessi pubblici, le spiagge di Chianca e Crovatico sono inaccessibili, Sfinalicchio ha solo un accesso pubblico. A sud, è difficilissimo accedere alla spiaggia di San
Felice, mentre è praticamente impossibile accedere alla spiaggia di Campi (a meno che non siate una capra e non mettete in conto di spezzarvi il collo). Chi avvantaggia questa situazione? Pochissime famiglie di Vieste. Per altri, la maggioranza, invece, è miseria, frustrazione,
emigrazione, inquinamento. Grazie ai mass media, i vincenti sono capaci di veicolare all’esterno l’immagine di una Vieste paradisiaca. Ma quell’immagine non rappresenta la comunità di Vieste, fotografa soltanto la loro avidità.

Lazzaro Santoro
Il Gargano Nuovo


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