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Regionali 2010: ore febbrili per il Pd e gli alleati

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Intanto è pronta l’alleanza Pdl-Poli Bortone; ci potrebbe essere anche Casini.

 

Cercasi candidati governatori e alleanze tra partiti in Puglia. Ore febbrili, nella regione del tacco e nelle segreterie romane della politica, per far quadrare il cerchio degli schieramenti che tra poco più di due mesi si contenderanno la poltrona di governatore ora occupata da Nichi Vendola.

Tra lunedì 4 gennaio e il giorno successivo sono in programma a Roma riunioni di Pd e Udc tra i segretari nazionali dei partiti, dirigenti regionali e parlamentari pugliesi.

Il tentativo è quello di una quadratura che appare complicata nel centrosinistra anche alla luce di innumerevoli colpi di scena che hanno lasciato velenosi strascichi polemici, conseguenza anche di un doloroso e contestato congresso regionale Pd.

Se caotica, e con esiti imprevedibili, appare la situazione nel Pd, che ha dovuto registrare in più circostanze (le ultime oggi da parte di Antonio Di Pietro e di Pierferdinando Casini che ha accennato a una fronda interna contro Bersani) l’irritazione e l’insofferenza di probabili alleati, in dirittura di arrivo appaiono le trattative nel centrodestra, pronto a riprendersi la guida della Regione conquistata
sorprendentemente cinque anni fa da Vendola con uno scarto esiguo (14mila voti, lo 0,6% in più).

Adriana Poli Bortone, ex ministro An e leader del movimento Io Sud, ha infatti pressoché concluso l’accordo con il Pdl. Per siglarlo mancano dettagli.

Potrebbe essere proprio lei il candidato governatore del centrodestra, una soluzione benedetta anche dal premier, Silvio Berlusconi, che qualche settimana fa ha incontrato la donna che nel suo primo governo, nei primi anni Novanta, fu responsabile del ministero dell’Agricoltura, e che non ha mai nascosto di apprezzarne doti e capacità.

La Poli Bortone si è più volte vista anche con il plenipotenziario pugliese del Pdl, il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, condividendo con lui una serie di linee programmatiche. L’intesa con Io Sud potrebbe preludere a un allargamento dell’alleanza all’Udc, con il quale Poli Bortone ha stretto un patto. Questa conclusione potrebbe essere favorita se dovesse esserci una rottura tra il partito di Casini, da sempre corteggiato da Fitto, e il Pd nel caso in cui quest’ultimo dovesse, alla fine, accettare la auto-candidatura di Vendola come il male minore. E l’Udc ha sempre dichiarato che non voterà mai Vendola. Il leader di Sinistra, ecologia e libertà, da cinque anni

alla guida della Puglia, è da tempo in solitaria campagna elettorale, incurante dell’invito del Pd a farsi da parte per ampliare la coalizione come auspicato dal padre tutelare pugliese, Massimo D’Alema.

Sul tavolo di Bersani, e dopo il dietro front del sindaco di Bari, Michele Emiliano (ostacolato anche da una legge di ineleggibilità, e dalle numerose polemiche scaturite dalla sua discesa in campo) il segretario regionale, Sergio Blasi, darà il rendiconto della sua azione, per ora risultata improduttiva.

Potrebbe essere individuato un candidato del partito, magari da proporre prima nelle primarie, e sul quale ottenere l’ok da Udc e Idv, oppure decidere di appoggiare ugualmente Vendola, costi quel che costi. Nella prima opzione è stato fatto il nome di Francesco Boccia, che cinque anni fa perse le primarie contro lo stesso Vendola, ma l’ex collaboratore di palazzo Chigi nell’ultimo governo Prodi accetterebbe solo un’investitura diretta a candidato-governatore.

Che potrebbe riguardare anche qualche fedelissimo di D’Alema, come Nicola Latorre.
Ma non sono da escludere, comunque, altre soluzioni, vista l’imprevedibilità di tante scelte fatte negli ultimi tempi dal Partito democratico per l’affaire-Puglia.
 


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