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Ma Vendola non si arrende:primarie o due candidati in corsa

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Nichi: la mia candidatura a presidente resta confermata. Blasi: «Vogliamo costruire l’alleanza anche con Vendola».

 

La prima giornata di «mandato esplorativo» porta buoni frutti a Francesco Boccia. Ma i conti si fanno solo alla fine. Anzi, per dirla con la baresità che esprime il deputato del Pd ritrovatosi da sole 24 ore il possibile candidato del centrosinistra alla carica di governatore, «la processione si vede quando rientra». E non a caso di nodi da sciogliere ce ne sono ancora molti. A partire dalla celebrazione o meno delle primarie, che Nichi Vendola ieri è tornato ad invocare quando in serata ha confermato che «la candidatura a presidente rimane confermata». Quel che è certo è che ieri sul tardi un bilancio della prima giornata trascorsa a sondare l’eventuale convergenza di partiti e movimenti attorno al suo nome, appariva positivo. «Ci sono le basi — ha detto Boccia al Corriere — per la costruzione di una nuova coalizione. Stiamo portando avanti un confronto con molta serenità ma il primo grande risultato raggiunto è di avere messo insieme per la prima volta in Italia alle regionali le tre grandi forze di opposizione al governo nazionale: Pd, Udc e Idv».

Tira un sospiro di sollievo anche il segretario regionale del Pd Sergio Blasi, che ha vissuto l’intera giornata accanto a Boccia. «Le dichiarazioni di Raffaele Fitto nascondono un evidente nervosismo. Questo vuol dire che siamo sulla strada giusta per costruire l’alleanza che avevamo in mente. Ma noi vogliamo adesso fare questo lavoro anche con Vendola — ha preannunciato Blasi — a dimostrazione che quanto stiamo cercando di costruire non costituisce un atto di ostilità nei suoi confronti». Con Vendola Blasi e Boccia cercheranno un punto di contatto già oggi, al più tardi nella mattinata di domani sebbene già ieri sera il governatore abbia anticipato il suo pensiero: «Non contesto il nome di Boccia — ha infatti sostenuto — ma il metodo attraverso cui si è arrivati alla sua indicazione. L’unico modo legittimo per l’eventuale scelta di un candidato alternativo (al presidente uscente, ndr) è quello della consultazione popolare tramite le primarie». Per questo motivo Vendola ha ribadito che «l’unica modalità per garantire l’unità della coalizione è quella di confermare la scelta di larga partecipazione e di confronto con l’elettorato, metodo che darebbe la legittimità a chiunque fosse scelto. Senza le primarie, al contrario — ha concluso — resterebbe confermata la mia candidatura». Intorno al nome di Boccia ieri sono state raccolte reazioni positive ma anche piccate all’interno dello stesso Pd.

Perché se durante i colloqui telefonici intercorsi con il segretario nazionale Pierluigi Bersani e con il suo vice Enrico Letta (cui Boccia si rifà quanto ad area), con Beppe Fioroni (a capo dell’area in cui si riconoscono Gero Grassi e Fabiano Amati, entrambi critici) e Piero Fassino, il deputato ha raccolto ampi consensi, è nel partito pugliese che le acque sono ancora agitate. Prova ne è il «mutismo» di Michele Emiliano, dal cui entourage ieri è filtrata la notizia che «il sindaco vota il candidato del Pd», e l’affondo di Cinzia Capano, deputata vicina allo stesso primo cittadino: «Ricordiamo a Boccia che è stato indicato come candidato a condizione che riuscisse ad allargare la coalizione da Vendola all’Udc. Attendiamo di verificare se innanzi a questa scontata adesione dell’Udc ad un candidato diverso da Vendola corrisponda un coinvolgimento anche del presidente della Regione Puglia».

Presidente con il quale Boccia si sarebbe sentito già ieri sera al telefono, dopo aver ascoltato ed incassato anche il «sì» del segretario nazionale di Rifondazione, Paolo Ferrero. Oggi Boccia e Blasi incontreranno i socialisti, i Verdi, il Pdci ed una serie di altri movimenti. A fronte della tiepidezza dei «rutelliani» di Puglia sono invece ben avviati anche i contatti con l’Mpa. Resta ancora tanto lavoro da fare ma Boccia si è voltato di nuovo alle spalle a fine serata: «Oggi Casini ha dimostrato coraggio, che gli ho sempre riconosciuto. E Di Pietro resta una persona seria».

Piero Rossano


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