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Foggia/ Neonati morti, tre inchieste. Ministero Salute invia ispettori

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Un’inchiesta parlamentare, un’ispezione ministeriale, un’indagine interna della direzione generale ospedaliera e un’inchiesta penale con 30 indagati: sono le indagini avviate per accertare se ci siano responsabilità, e di quale tipo, per le morti di due neonati, avvenute a sette giorni di distanza l’una dall’altra e in culle adiacenti, nel reparto di Terapia intensiva neonatale degli Ospedali riuniti di Foggia. Il sospetto è che possa essersi trattato di morti per setticemia ma dai primi risultati delle indagini interne si rileva che le morti sono state causate da due diverse patologie dei neonati.

La Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali, presieduta da Leoluca Orlando, ha chiesto una relazione all’assessore alle Politiche della Salute della Regione Puglia, Tommaso Fiore, per conoscere ‘lo svolgimento dei fatti ed accertare eventuali responsabilità’.

La vicenda sarà esaminata il 13 gennaio prossimo dall’ufficio di presidenza della commissione. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, riferendosi ai casi di Foggia e alla morte in circostanze poco chiare di un ottantenne al Policlinico di Bari (anche questa oggetto di un’inchiesta penale), d’intesa con la Regione Puglia, ha disposto l’invio di ispettori nelle strutture sanitarie coinvolte. L’obiettivo è di ‘acquisire notizie sulle procedure e ogni altra informazione di rilievo’.

La direzione sanitaria degli Ospedali Riuniti di Foggia ha avviato un’inchiesta interna, mentre l’assessorato regionale alle Politiche della Salute aveva chiesto alla direzione generale dell’azienda ospedaliera di attivare il nucleo ispettivo interno.

‘Al momento – ha detto il direttore sanitario degli Ospedali Riuniti, Deni Aldo Procaccini – non abbiamo alcuna certezza. Saranno gli esami autoptici, disposti dalla Procura di Foggia, a fare luce sulle cause’. Procaccini ha precisato che gli accertamenti riguarderanno anche l’uso dei camici utilizzati nel reparto, se cioè siano stati correttamente sterilizzati e utilizzati.

Per la direzione generale degli Ospedali Riuniti ‘dai primi accertamenti si può ipotizzare, con ragionevole certezza, che i casi in esame sono assolutamente indipendenti sia per condizioni cliniche che per contesto assistenziale’.

La piccola Giorgia sarebbe morta per ‘ipertensione polmonare primitiva neonatale irreversibile’, il che ‘esclude, dato il brevissimo intervallo tra il parto e la morte (due giorni), eventuali infezioni dopo la nascita’. Samuele, nato prematuro con ritardo di crescita intrauterina, sarebbe morto a causa di ‘perforazione isolata intestinale di origine vascolare’, e anche questo escluderebbe l’ipotesi-infezione.

Nel reparto di Terapia intensiva neonatale i due piccoli sarebbero rimasti solo poche ore. La vicenda ha provocato anche reazioni nel mondo politico.

‘La Puglia finisce nei titoli dei Tg e sulle prime pagine dei giornali nazionali per due eclatanti e vergognosi casi di malasanità’, sottolinea il capogruppo di Fi-Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese, chiedendo che il presidente della Regione, Nichi Vendola, riferisca in consiglio.

La sen.Simonetta Licastro Scardino (Pdl) preannuncia un’interrogazione parlamentare sulla ‘reale situazione globale degli ospedali e dell’assistenza sanitaria in tutta la Puglia’.

Una regione che, rileva l’associazione Codici in una sua indagine, è maglia nera per il numero di medici iscritti nel registro degli indagati per presunti errori: nel 2008 sono stati 142, nel 2007 erano stati 80.


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