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Capitanata diversa da Rosarno: non è più Far West, avviata integrazione

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Sino a pochi anni fa il territorio foggiano era considerato una sorta di Far West per la presenza di migliaia di immigrati, molti dei quali clandestini, utilizzati senza alcun regola per il lavoro nei campi.  Una situazione che rischiava ogni giorno di diventare esplosiva anche sul piano dell’ordine pubblico. Oggi il volto di questa vasta area della Puglia, dove il settore agroalimentare rappresenta il 9% del Pil regionale a fronte del 3% di media nazionale, è profondamente cambiato. Di problemi irrisolti ce ne sono, e anche complessi, ma l’inversione di tendenza sembra palese. Solo nel 2009 in territorio foggiano ci sono stati 5.000 ingressi nuovi di immigrati, che hanno contribuito in maniera determinante a soddisfare le esigenze degli agricoltori dauni legate ai vari raccolti, in primis quella del pomodoro. E, soprattutto, il 60% delle aziende agricole ha imboccato la strada del sistema organizzato e legale per reclutare manodopera. E’ nel restante 40% di imprese, frazionato e svincolato dal mondo imprenditoriale agricolo organizzato, che si annidano quasi tutti i problemi: dal lavoro irregolare, estenuante e sottopagato, all’assenza di un luogo in cui gli immigrati possano riposare, individuato spesso in casolari abbandonati e privi di qualsiasi servizio. ‘Eppure sul piano dell’accoglienza – spiega il direttore della Coldiretti di Foggia, Giuseppe Scagliola – in questo territorio sono stati fatti passi da gigante. Basti pensare che sono in funzione tre alberghi diffusi, due a Foggia e uno a Cerignola, con una disponibilità di circa 500 posti letto. In alcune aziende agricole, invece, sono state ricavate camere dignitose nelle quali gli immigrati alloggiano durante la loro permanenza’. Gli ‘alberghi diffusi’ sono centri di accoglienza per immigrati regolari dove si può pernottare e mangiare con pochi euro: sono stati realizzati negli ultimi tre anni con finanziamenti della Regione Puglia e la collaborazione degli enti locali e di associazioni di volontariato. La situazione è in evoluzione e viene monitorata da un ‘Comitato per l’immigrazionè che si riunisce periodicamente in Prefettura a Foggia, verificando i flussi migratori nell’intera provincia ed esaminando i problemi che questi flussi comportano. L’obiettivo resta quello di ampliare il sistema organizzato di reclutamento della manodopera per prevenire anche problemi di ordine pubblico. ‘Si potrebbe affidare a soggetti istituzionali – dice Scagliola – il compito di certificare la regolarità della manodopera nelle varie aziende, così come avviene per le loro produzioni nel rapporto con l’Unione europea’. Di certo, nella terra dell’ ‘oro rosso’, il Far West sembra ormai definitivamente alle spalle.


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