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Ischitella/ Capodogli scheletri come oro

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I musei di tutt’Italia pronti a sborsare cifre da capogiro per averli.

 

Ancora riflettori accesi sullo spiaggiamento dei sette capodogli sul Gargano.
A un mese di distanza da quel 10 dicembre quando, nel pomeriggio di quella grigia giornata, i giovani cetacei si arenarono su tratti di litorale tra Cagnano Varano e Ischitella, insieme alla curiosità e alle intense emozioni per l’unicità del fenomeno, non sono mancate polemiche e palleggiamento di responsabilità tra maggioranza e opposizione. Nel consiglio comunale di Ischitella si è tornato a fare il punto su quanto accaduto e, soprattutto, chiarimenti sulle iniziative prese dall’amministrazione comunale. Il sindaco del paese, Piero Colecchia, ha fornito una dettagliata relazione riguardo i tempi e le modalità di intervento, inoltre, sull’operato dell’esecutivo.
Il primo cittadino ha intanto illustrato, passo per passo, i vari momenti della vicenda: dagli iniziali tentativi di riportare al largo i mastodontici mammiferi acquatici, operazione resa impossibile a causa delle pessime condizioni del mare (forza 5), all’ipotesi di effettuare I’eutanasia, alle difficoltà oggettive di operare per non deturpare la zona interessata in quanto area protetta. Non meno difficile, ha ripercorso il sindaco, contenere la fiumana di curiosi che, indiscutibilmente, determinava uno stato di insicurezza. Non meno importante la necessità della comunità scientifica internazionale di eseguire test diagnostici biologici ed umorali, istologici e citologici, tossicologici e genetici per meglio comprendere la provenienza, le ipotesi sullo spiaggiamento, le condizioni cliniche degli stessi e ipoteticamente prevenire in futuro altri eventi simili; infine, ha sottolineato Colecchia, far coincidere le norme veterinarie, igienico-sanitarie con le esigenze della comunità scientifica. Come chi ha seguito la vicenda sa benissimo, non ultimo, anzi, vera e propria priorità, la carenza di un sito dove smaltire le carcasse, difficoltà nata, tra l’altro, dal fatto che la precedente amministrazione non ha dato seguito alla normativa regionale che, ben sei anni fa, imponeva a tutti i Comuni della Puglia di individuare un sito di stoccaggio, le fasi di inumazione sarebbero state più celeri e si sarebbero evitate inutili strumentalizzazioni. Questo ha comportato la necessità di dover eseguire, in pochi giorni, esami strumentali, indagini geologiche e biologiche per reperire un’area idonea. Le accuse in merito alle modalità di interramento delle carcasse che – ha precisato il primo cittadino – sarebbero state eseguite in maniera superficiale e frettolosa senza tener conto delle falde, mettendo a repentaglio le colture agricole, l’ambiente circostante e peggio, la salute umana, sono prive di ogni fondamento. «Per questo – ha aggiunto il primo cittadino – non solo contestiamo tali accuse, ma la gestione diretta del Prefetto e dei vari responsabili della salute pubblica e dell’ambiente erano e sono garanzie per tutti e per l’ambiente». Infine, Colecchia ha confermato l’interesse di amministrazione e parco a trattenere gli scheletri, per realizzare un museo del mare. In tal senso ci sono richieste anche dai musei di Genova, Trento, Bari, Milano e Padova, con cifre considerevoli per esemplare. Non ancora ben quantificato il costo delle operazioni, che dovrebbe ammontare a poco meno di 200 mila euro, a carico di Ministero ambiente e Provincia.
 


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