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Chioschi per la vendita di gadget su Padre Pio usati per coprire i summit delle gang

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Sono 35 le ordinanze di custodia cautelare eseguite: impiegati nella maxi operazione ben 180 carabinieri.

 

I chioschi per la vendita di articoli religiosi, a San Giovanni Rotondo, dove si vendevano oggetti relativi alla figura di San Pio, di proprietà di uno dei 35 arrestati, costituivano l’attività di copertura ma allo stesso tempo il luogo di incontro insospettabile per i componenti di due organizzazioni criminali, dedite rispettivamente alle rapine e allo spaccio di droga, sgominate stamane dai carabinieri.
MAXI-RETATA – Sono 35 le ordinanze di custodia cautelare eseguite, di cui 31 in carcere e 4 agli arresti domiciliari spiccate dalla Procura del Tribunale di Foggia. La maxi retata ha visto l’impiego di ben 180 uomini, nonché l’ausilio di elicotteri dell’Arma e l’intervento di reparti cinofili in diversi comuni della Capitanata tra cui San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Orta Nova, Foggia, Sannicandro Garganico e Cerignola, ma anche Castellana Grotte, Pescara ed Ancona.
LUOGHI SICURI – I chioschi, di proprietà di Vincenzo Gemma, 42 anni, nato a Cattolica, residente a San Giovanni, servivano ad un duplice scopo: a celare i suoi veri introiti e a rappresentare il luogo privilegiato per incontri con persone dell’organizzazione, soprattutto nei periodi affollati quando le riunioni non potevano destare sospetti negli investigatori. I provvedimenti restrittivi sono il frutto di un’intensa attività investigativa condotta mediante l’utilizzo di attività tecniche, sia attraverso numerosi controlli, osservazioni, pedinamenti. Alcuni degli arrestati sono esponenti collegabili ad importanti clan malavitosi.
 


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