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Verso le Regionali/ Vendola: io resto in campo, comunque

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Il governatore uscente, Nichi Vendola – al posto del quale il Pd ha proposto Francesco Boccia, gradito all’Udc – non intende ritirare la candidatura per ottenere un secondo mandato alla guida della Regione Puglia. A meno che non sia sconfitto nelle primarie alle quali Boccia (già sconfitto cinque anni fa tra le polemiche) non vuole partecipare perchè non allargate a tutta la coalizione di centrosinistra. Lo ha ribadito stamani lo stesso Vendola a Maurizio Belpietro nel corso della Telefonata su Canale 5. Qualunque cosa decida il PD, dunque, lei sarà in campo alle prossime elezioni? Gli è stato chiesto.

“Assolutamente sì. Subire la rottura – ha spiegato – rischia di produrre un mutamento importante nel posizionamento politico di tutto quello che è a sinistra del Pd in Italia. L’ipotesi di allargamento dell’alleanza resta molto contraddittoria da parte del Partito democratico – ha insistito – perchè prevede una mutilazione”.

“Casini – ha aggiunto riferendosi al veto dell’Udc – fa un gioco suo abbastanza misterioso, perch‚ lui ha evocato nei miei confronti la parola discontinuità. E la parola discontinuità, se non si tratta di intervenire sulla politica e sui programmi, rischia di essere una pregiudiziale sulle persone. Io penso che nessuno può fare politica con la cultura del veto, con la cultura dell’interdizione”.

Alla domanda di Belpietro su chi potesse sostenerlo in mancanza dell’appoggio del Pd, Vendola ha risposto spiegando di essersi “candidato con il ‘Pdl’, il popolo della legalità e poi col ‘Pdb’, il popolo dei bambini. Voglio dire che mi schiererò con una quantità di liste rappresentative di problemi, di soggetti, di temi, di battaglie. Per esempio, mi schiererò con i comitati contro la piattaforma petrolifera che vogliono insediare lungo la meravigliosa costa pugliese, mi schiererò con quelli che dicono no al rigassificatore e dicono sì all’energia solare”.

Sul capitolo primarie, Vendola ha detto che “siamo agli ultimi secondi utili”. “Sono sempre convinto – ha spiegato – che se non c’è come metodo di lavoro le primarie, cioè il ricorso a un responso popolare, la mia candidatura resterà in ogni caso in campò”.

Su Boccia ha infine detto: “E’ un bravissimo ragazzo che per• non gode di una conoscenza larga, di un radicamento forte. Rischia di essere un innesto dall’alto. Io capisco che Casini preferisca il profilo, come dice lui, più moderato dei moderati di Boccia. Il problema è che anche Casini ha il sospetto che quella possa essere una scelta perdente. Allora io dico: mettiamo da parte questa specie di esorcismi, l’uno nei confronti dell’altro, e cominciamo a parlare della politica con la ‘P’ maiuscola”.

ORE 12,56 VENDOLA, PRIMARIE UNICA SOLUZIONE PROBLEMI

"Le primarie sono un’idea dellapolitica. Significa aprire le finestre e far entrare aria fresca e frizzante in una stanza chiusa. E’ la politica che accetta che le decisioni non siano prese da gruppi ridotti. Al centrosinistra e alla democrazia in genere fanno bene. Sono l’unico modo per risolvere i problemi".

Lo afferma Nichi Vendola, governatore della Regione Puglia e leader di Sel, al termine di un incontro a Montecitorio con Antonio Di Pietro nel corso del quale si è affrontato il ‘caso Puglià.

"Con Di Pietro abbiamo avuto modo di approfondire il tema delle elezioni regionali e del ‘caso Puglià – sottolinea Vendola – Di Pietro ha chiesto al Pd e a Bersani che la coalizione abbia un solo candidato e non due coalizioni. Se non si riesce a raggiungere questo risultato, allora si facciano le primarie. Io ho avuto diversi colloqui telefonici con Bersani ed ‚ possibile anche che ci incontriamo".


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