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A difesa della pelle Ecco l’olio ozonizzato «targato» Salento

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Protagonista non solo a tavola, ma anche nel mondo della bellezza. Dall’olio extravergine di oliva, rigorosamente made in Salento, nasce l’idea di un prodotto destinato a rivoluzionare il mercato della cosmesi e non solo. Si tratta dell’olio ozonizzato, ovvero una miscela di «succo d’olio» dalle note proprietà lenitive ed emollienti, e ozono, che ha azioni battericide, germicide e funghicide: un prodotto «anti age», cioè in grado di prevenire il naturale invecchiamento della pelle, ma anche di curare dolori muscolari, ulcere di origine vascolare e piaghe da dec ubito. Dopo tre anni di intensa attività di ricerca sulle proprietà dell’olio ozonizzato ottenuto da coltivazioni salentine – l’Oglialora leccese e Cellina di Nardò – un gruppo di giovani laureati e ricercatori del Disteba, il Dipartimento di Scienze e Tecnologie biologiche e ambientali dell’Università del Salento, propone il progetto «Spin off sull’olio d’oliva ozonizzato» con l’obiettivo di creare una linea innovativa di prodotti per la difesa della pelle e non solo.

«L’idea principale – spiegano Simona e Tiziana Carlà, rappresentanti della società Astra bio sources, spin off dell’ateneo leccese – è l’ozonizzazione dell’olio d’oliva affiancata a ricerca e sviluppo, per individuare e studiare l’attività biologica di sostanze bioattive naturali, analisi chimiche sull’olio per determinarne la qualità, ma anche l’organizzazione di corsi di educazione e formazione con l’obiettivo di promuovere la conoscenza delle piante officinali nei settori di utilizzo farmacologico, cosmetico ed erboristico».

Anche la Provincia ha deciso di puntare sul progetto e si è attivata, in accordo con l’Università, per reperire i fondi necessari a sostenerlo. Promotori dell’iniziativa, presentata ieri mattina a palazzo Adorno, sono Luciana Dini, responsabile del laboratorio di Anatomia comparata, Citologia e Istologia del Disteba, e Armando Fiore, presidente dell’associazione Amici della Cultura.

«L’ulivo è la pianta principale di questo territorio – spiega la professoressa Dini, direttore della ricerca – e quindi utilizzare i prodotti della nostra terra potrebbe rappresentare una valida alternativa per lo smaltimento delle risorse in eccesso, non più utilizzabili a scopo alimentare, ma che rappresentano un’importante materia prima nell’industria cosmetica». Tanti, infatti, sono i modi di utilizzo dell’olio extravergine, una volta ozonizzato, ma le proprietà dipendono dalla materia prima utilizzata: i test effettuati hanno dimostrato che l’olio salentino ozonizzato presenta caratteristiche peculiari che lo rendono più efficace di altri nei vari campi di applicazione.
Oltre a ossigenare il tessuto cutaneo, è efficace nella guarigione delle ulcere sia di origine vascolare che traumatica, ed è in grado di prevenire gli inestetismi della pelle. Ma non è tutto. È indicato per ogni tipo di massaggio, eliminando dolori muscolari di varia origine, e come idratante dopo la doccia. «La nostra idea – conclude Luciana Dini – può essere quindi indirizzata alle aziende produttrici di olio d’oliva interessate ad estendere il proprio mercato in ambiti diversi da quello alimentare, ma anche ad aziende che producono cosmetici, centri di estetica e massaggi, centri benessere, palestre».

FLAVIA SERRAVEZZA


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