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Regionali/ Vendola: ‘In ogni caso resto in campo’ E Boccia: ‘Con lui il Pd sarebbe debole’

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Per decidere l’Udc aspetta Berlusconi.

 

Vendola e Udc come spine nel fianco: uno per il centrosinistra e l’altro per il centrodestra. Ma per entrambi gli schieramenti potrebbe, finalmente (o fino a prova contraria in caso di ennesimo rinvio), essere decisivo il vertice di domani del Pdl. Almeno per l’Udc e, dunque, per le candidature pugliesi e le primarie nel centrosinistra dove Vendola non si tira indietro.

E nemmeno Boccia: “Se la coalizione comprende Vendola forse è debole. Se non comprende l’Udc è sicuramente debole”. Il segretario Cesa aspetta le direttive sulle Regionali che arriveranno da Berlusconi e chiede, con una circolare inviata ai coordinatori regionali, di bloccare ogni eventuale accordo a sostegno del centrodestra in attesa di chiarimenti. Ma in Puglia attende anche che il Pd “dica una parola di chiarezza su Boccia di cui noi – dice Cesa – ci siamo espressi in maniera molto chiara”.

Tanto che Casini ribatte: “Per noi in Puglia le cose sono chiarissime. Non c’è nessuna novità e noi, per le primarie… abbiamo l’allergia!”. Che il confronto ci sarà lo ha confermato il sottosegretario Bonaiuti, pungente: “C’è perplessità nelle nostre fila in questo vecchio metodo, che un tempo si chiamava dei due forni, praticato dall’Udc: scegliere gli alleati a seconda della convenienza nelle diverse Regioni”.

Cesa però ha anche detto: ‘’Non tradiremo i nostri elettori, che ci hanno collocato chiaramente al centro. Per questo non siamo disposti a fare accordi nazionali ne’ col Pd ne’ col Pdl. I diktat non li accettiamo da nessuno: se i candidati governatori del centrodestra non vogliono il nostro appoggio, ce ne faremo una ragione’’. Dall’altro lato c’è Vendola. Conferma ancora una volta la sua candidatura intervenendo a ‘La Telefonata’ su Canale 5 di Belpietro: “Sarò in campo in ogni caso, quale che sia la scelta del Pd” al punto che, nel caso di mancato appoggio del Pd, ‘’mi schiererò con una quantità di liste rappresentative di soggetti e battaglie politiche.

Ma subire questa rottura in Puglia, rischia di essere un mutamento importante del posizionamento politico del Pd in Italia”. E mentre da Roma D’Alema concede un “non ci sto capendo nulla nemmeno io…, non so, non ho partecipato alle riunioni” e anticipa un “vado venerdì in Puglia”, Vendola torna a insistere sulle primarie: “Significa aprire le finestre e far entrare aria fresca in una stanza chiusa.

E’ la politica che accetta che le decisioni non siano prese da gruppi ridotti”. Che si riferisca all’assemblea del Pd che sabato sarà organizzata a porte chiuse in modo da evitare le incursioni dei simpatizzanti vendoliani come nella precedente? In ogni caso, Vendola chiede di fare presto: ‘’Siamo agli ultimi secondi utili. E’ difficile immaginare di fare le primarie il 27 o il 26 marzo’’. Dopo un incontro a Montecitorio con Di Pietro dice: “Ha chiesto al Pd e a Bersani che la coalizione abbia un solo candidato e non due coalizioni.

Se non si riesce a raggiungere questo risultato allora si facciano le primarie. Io ho avuto diversi colloqui telefonici con Bersani ed è possibile che ci incontriamo”. Sull’Udc ha detto: ‘’Il veto su di me non ha mai avuto uno straccio di argomentazione’’.

Casini ‘’fa un gioco suo abbastanza misterioso. Evoca la parola discontinuita’ ma nessuno puo’ fare politica con il veto, l’interdizione. Non facciamo astratte alchimie sulla testa delle popolazioni e dei territori’’. Quanto alla possibile candidatura di Boccia: “E’ un bravissimo ragazzo, che non gode di una conoscenza larga, di un radicamento forte.

Rischia di essere un innesto dall’alto. Io capisco che Casini preferisca il profilo più moderato dei moderati di Boccia. Il problema è che anche Casini ha il sospetto che quella possa essere una scelta perdente”. Inoltre, “il mandato esplorativo dato a Boccia ha gia’ definito il suo risultato, visto che non e’ riuscita l’impresa impossibile di mettere insieme un arco di formazioni politiche che vadano dall’Udc a Vendola senza Vendola.

Spero che il Pd ne prenda atto e riesca ad uscire da una situazione oggettivamente difficile. Da parte mia, posso dire che continuo a sentirmi letteralmente assediato dall’affetto del popolo democratico della mia regione’’.


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