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Inchiesta Sanita’: Loizzo al telefono, Tedesco pedinato

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L’assessore ai Trasporti della regione Puglia, Mario Loizzo, e’ intervenuto in piu’ d’una occasione per offrire il proprio contributo ad aggiustare la selezione pubblica per la nomina del primario di allergologia ad Altamura (Bari) in favore del medico Eustachio Nettis. Lo afferma il gip Giulia Romanazzi nel provvedimento cautelare.
L’11 settembre 2007 Loizzo telefona al direttore sanitario della Asl Bari, Giuseppe Lonardelli, ”gli dice – scrive il giudice – di aver incontrato il Nettis (‘l’allergologo’) e ‘dispone’ di riconvocare quanto prima la commissione esaminatrice.
Il tono del Loizzo non e’ quello di chi raccomanda, ma di chi detta disposizioni che si devono eseguire e le detta non soltanto genericamente (‘bisogna mettere mano’), ma dettagliando specificamente modi e tempi dell’attivita’ da compiere (‘bisogna preparare i provvedimenti e bisogna riconvocare subito!…non facciamo perdere tempo’)”.
”Anche il tono di Lonardelli – argomenta il giudice – non e’ semplicemente quello di chi, pur benevolmente, si riserva di prendere in considerazione una raccomandazione (‘non ti preoccupare’), ma, piuttosto, quello di chi si premura di garantire il mandante che le sue disposizioni saranno prontamente (‘stasera lo chiamo’) e puntualmente (‘e si’! la commissione’) osservate”.
”Eloquente, infine – a giudizio del magistrato – e’ la frase con la quale Lonardelli intende dimostrare a Loizzo di aver recepito il senso e il ‘peso’ della sua sollecitazione (come di precisa direttiva e non certo di raccomandazione), nonche’ di aver fatta proprio l’esigenza di portare a termine positivamente il mandato ricevuto (‘mica possiamo perdere la faccia’), frase sintomatica, da un lato, della preesistenza di un ‘impegno’ preso con Nettis e, dall’altro, della comune volonta’ di ‘onorare’ l’impegno stesso.
Questo il contenuto della telefonata che l’assessore Loizzo fa a Lonardelli: Lonardelli: dimmi Mario? Loizzo: ohu! Lonardelli: dimmi! Loizzo: la’ e’ venuto l…l’allergolo…l’allergologo (il Nettis, ndr). Eh! la’ bisogna mettere mano di nuovo a convocare tutti! (la commissione esaminatrice, ndr) Lonardelli: non ti preoccupare, stasera lo chiamo.
Lo devo chiamare! Loizzo: ah! perche’ quello stamattina e’ stato li’! Lonardelli: e che dobbiamo fare!? Loizzo: bisogna preparare i provvedimenti e bisogna riconvocare subito!…
Lonardelli: e si’! la commissione.
Loizzo: eh! eh, be’! e non facciamo perdere tempo…molto tempo! Lonardelli: no! perche’!? Loizzo: vabbe’! Lonardelli: eh! eh! mica possiamo perdere la faccia! Loizzo: va bene.
Lonardelli: va bene.
L’ex assessore alla salute della regione Puglia, Alberto Tedesco, ora senatore del Pd, e’ stato pedinato e fotografato dall’investigatore privato Antonio Coscia.
E’ scritto nel provvedimento cautelare notificato a otto delle nove persone coinvolte in un’indagine sulla sanita’ pugliese.
Tra gli arrestati, oltre a Coscia, l’ex dg della Asl Bari Lea Cosentino.
”Tale inquietante vicenda (unita alle dichiarazioni della Cosentino di particolare conflittualita’ nei confronti dell’assessore e alle dichiarazioni del Coscia) e’ indicativa dell’interessamento illecito del Coscia alle vicende della sanita’ e dei suoi rapporti con i pubblici ufficiali indagati”.
Dalle indagini e’ emerso che Coscia – prosegue il giudice – ”possedeva atti giudiziari illecitamente acquisiti, atti idonei a comprovare l’apparente capacita’ del Coscia di ottenere illecitamente informazioni per ostacolare le indagini”.
L’ex dg della Asl Bari, Lea Cosentino, appartiene ”ad una rete politico-affaristica tuttora perdurante” e cio’ ”indubbiamente depone in senso sfavorevole in merito alla sua attuale pericolosita”’.
Lo annota il gip Giulia Romanazzi nel provvedimento cautelare notificato ad otto delle nove persone coinvolte nell’operazione della magistratura barese sulla gestione della sanita’ pugliese.
Il giudice si sofferma a lungo sul ruolo di ‘lady asl’ con particolare riferimento ai presunti falsi compiuti per far vincere il concorso da primario di allergologia ad Altamura al medico Eustachio Nettis, a discapito di altri concorrenti, uno dei quali fece ricorso ed ebbe ragione dal giudice del lavoro.
Secondo il gip, ”la pervicacia e l’intensita’ dell’agire illecito” della cosentino e’ ”sintomatica di una volonta’ dolosa particolarmente intensa”.
”Si considerino, a titolo esemplificativo – prosegue il giudice – i toni ed i contenuti” dell’intercettazione ambientale ”nella quale chiaramente si manifesta lo spregio assoluto delle regole nella selezione di un candidato a un importante posto di primariato”.
Commentando poi la frase della Cosentito (”facciamo fessi tutti e due”) intercettata dalle microspie, il gip afferma che questa ”locuzione semantica” che si riferisce ”agli altri candidati (oltre che evidentemente al giudice del lavoro che aveva disposto il rispetto delle regole) e’ evidente indice rivelatore della pericolosita’ della cosentino”.


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