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Apricena – festeggia i 41 nuovi dottori del 2009 ‘sperando che non migrino al Nord’

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 L’assessore Pennelli: “Fondamentali per la crescita del Sud”.

 

Anche la decima edizione della “Festa del Laureato”, organizzata dall’Amministrazione Comunale di Apricena, manda in archivio storie di ieri e di oggi.

Ad iniziare dal professor Carlo Florio, “dottore” da 50 anni. Sono intervenuti, tra gli altri, il Sindaco Vito Zuccarino, Concetta Pennelli, Assessore alla Cultura, Giuliano Volpe, Magnifico Rettore dell’Università di Foggia, Davide Leccese, Presidente del Consorzio per l’Università di Capitanata, Michele Terlizzi, Vicepresidente Distretto Lapideo Pugliese e Felice Clima, storico e studioso della Capitanata.

Fattiva la collaborazione di Francesco Tartaglia (“Pro Loco”), Giovanna Mariella (bibliotecaria comunale) e del professore Antonio D’Errico. I neo “dottori” del 2009: Emilio Apricena, Maria Grazia Augelli, Raffaele Bianchi, Mario Biscotti, Raffaele Bonfitto, Silvia Rita Bonfitto, Anastasia Cavalli, Feliciana Cavalli, Lorna Maria Cavalli, Caterina Coccia, Maria Grazia D’Avena, Francesco Paolo De Seriis, Maria Nicoletta Del Giudice, Maria Grazia Di Filippo, Concetta Di Giglio, Concetta Di Lullo, Marzia Geremia Di Lillo, Paola Di Lillo, Dario Di Nunzio, Diletta Falco, Nicola Ferrara, Ernesto Florio, Elisabetta Maria Franchino, Silvana Giovanditti, Maria Elena Leggieri, Maria Lilia Leggiero, Michele Alessandro Merlino, Matteo Nargiso, Enrica Elda Paolicelli, Benedetta Teresa Papalillo, Donato Papalillo, Mara Quagliano, Antonella Rossetti, Alessandra Specchiulli, Incoronata Tartaglia Valente, Nicola Tedesco, Alessandro Vecere, Mariangela Vecere, Matteo Viggiani, Lucia Villani, Giovanna Zuccarino.

«Nelle aule delle istituzioni scolastiche dei nostri giorni – spiega Pennelli, che ha sottolineato l’importanza della presenza del mondo accademico – l’obiettivo prioritario è quello di accogliere intelligenze e nature provviste di un impulso a vivere per dare inizio ad un processo di crescita e maturazione idoneo a formare intelletti, persone innovative, capaci di muoversi ed evolversi in un mondo storicamente situato nell’era della globalizzazione e che per l’inserimento nel mondo del lavoro sempre più esigente, chiede una cultura di base elevata, la capacità di adattare le competenze personali a richieste sempre più nuove, di non consegnarsi mai all’impotenza ed essere protagonisti attivi in un contesto connotato da un’integrazione senza precedenti tra aspetti socioeconomici, tecnologici e democratici.

Nella consapevolezza che il capitale umano costituisce una spesa d’investimento necessaria, di notevole spessore valoriale e che non può erroneamente essere ritenuta una spesa di consumo su cui fare economia ed operare tagli, ciò che mi auguro è che quanto i neo laureati certamente hanno raggiunto con questo traguardo, la capacità di ricerca, la razionalità critica, la forza progettuale utile per mettere in atto esperienze significative, creative, innovative, la sensibilità del dover essere, la preoccupazione per il senso della vita individuale e collettiva.
 


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