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Bari/ Al meeting dei Giovani dito contro la politica

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La politica deve «rinunciare a mettere gli interessi di parte prima dell’interesse generale», non può continuare a «rivolgersi ai giovani in modo furfantesco»: Giorgia Meloni, ministro della Gioventù e una storia tutta a destra, e Nichi Vendola, governatore della Puglia uscente ed esponente di spicco di quella sinistra che si suole definire radicale, si sono ritrovati oggi a dire quasi le stesse parole, dinanzi a una platea di 1.500 giovani giunti a Bari da tutto il mondo per il primo Meeting mondiale della gioventù.
«C’è un senso di colpa nella politica – ha detto Vendola – e in questo mi sento di interpretare anche il pensiero del ministro Meloni, nella politica che si rivolge ai giovani in modo quasi furfantesco col mito del giovanilismo, ma non è poi capace di interpretare le speranze del mondo giovanile». E’ arrivato il momento, quindi, che «la politica alzi gli occhi e recuperi la capacità di ascolto della voce delle giovani generazioni». Il «feeling» è suggellato dalle parole di Giorgia Meloni: «siamo persone che, pur venendo da storie politiche opposte, essendosi battute per le proprie idee, rinunciano a scorciatoie di criminalizzazione dell’avversario, a mettere gli interessi di parte prima degli interessi generali». «La politica può essere uno strumento di potere oppure offrire un’alternativa. E noi – ha insistito – dobbiamo costruire una realtà migliore di quella che abbiamo ereditato. La politica deve creare condivisione, e noi lo stiamo facendo in piena campagna elettorale. Ne sono fiera».

Sia Meloni che Vendola hanno citato la globalizzazione – una delle parole chiave del meeting – seppur con accenti diversi: se il governatore ha puntato il dito contro «il terremoto della globalizzazione», il ministro, pur ammettendo che «abbiamo imparato che la globalizzazione non è la cura dei mali», ritiene che sia «uno strumento che si può utilizzare bene o male, ma in ogni caso la politica non può rinunciare a governarla». Non è mancato un accenno al tema dei «bamboccioni» italiani: «bisogna guardare – ha sottolineato il ministro – al perchè ci hanno consegnato l’Italia in cui viviamo. Basterebbe questo per aprire un contenzioso». Le parole dei due esponenti politici sono state punteggiate più volte da applausi della platea, composta da 500 delegati e da più di mille partecipanti, tutti under 30 e provenienti da 163 Paesi di tutto il mondo. C’è anche il delegato da Haiti, Edouard Jeune Joseph, arrivato stamani da Miami e che è scampato alla tragedia del terremoto perchè era all’estero: fino a ieri non riusciva ad avere notizie della sua famiglia, solo oggi è riuscito a sapere che i suoi genitori sono vivi. In tre giorni, da oggi a giovedì, il meeting tenterà di tracciare un possibile cammino verso un futuro sostenibile. L’incontro di Bari è però solo il primo appuntamento internazionale, in vista della celebrazione nell’estate prossima dell’Anno dei Giovani promosso dalle nazioni Unite, che culminerà nel quinto Congresso mondiale dei giovani a Istanbul dal 31 luglio al 13 agosto e nella Conferenza mondiale per la gioventù, a Città del Messico dal 24 al 27 agosto.


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