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IMPIANTI FOTOVOLTAICI: MAXISEQUESTRO NEL BARESE

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Sette persone denunciate dai forestali di Noci.

 

Sono due i siti interessati dai sequestri ad opera degli uomini del Comando stazione forestale di Noci. Il primo sequestro, che ha interessato 5 ettari di terreno ed un impianto fotovoltaico in corso d’opera il cui valore del progetto è di circa 4 miliardi di euro, è avvenuto a Noci, contrada Casaboli. L’operazione,  che ha portato alla denuncia di due persone originarie di Padova e di una di Altamura, è avvenuta in quanto l’area di interesse è qualificata dal Piano regionale di tutela delle Acque come  Zona di Protezione Speciale idrogeologica e come tale soggetta a misure di salvaguardia che vietano cambiamenti dell’uso del suolo. Nella fattispecie, l’insediamento produttivo oggetto del sequestro determina una modificazione del regime naturale delle acque ed un cambiamento d’uso del suolo.
In seguito alle successive indagini e su delega dell’Autorità giudiziaria, gli agenti del Comando stazione forestale di Noci hanno sequestrato anche un’altra area di circa 10 ettari in località Femmina Morta, agro di Putignano ove era in corso d’opera la realizzazione di  un impianto fotovoltaico. I lavori sono stati iniziati in virtù di un’autorizzazione paesaggistica inefficace perché rilasciata in violazione del divieto posto dal Putt di realizzare nuovi insediamenti produttivi sulle aree annesse al bosco. Nella predetta fascia di protezione non sono, infatti, autorizzabili piani e progetti che comportino trasformazioni che incidano sul rapporto paesistico ambientale tra bosco e zona circostante. L’impianto era, invece, parzialmente allocato in una zona soggetta a vincolo di “inedificabilità assoluto” e cioè, in questo caso,  ad una distanza inferiore di 100 metri dal bosco. Inoltre, l’area di interesse è qualificata come Zona di protezione speciale idrogeologica. Denunciati il presidente spezzino della società committente, il responsabile di Fasano della società appaltatrice dei lavori ed altre due persone di Putignano.


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