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Regione, 3mila emendamenti del Pdl per non modificare la legge elettorale

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Obiettivo (non solo) del centrodestra: confermare lo sbarramento al 4%.

Ostruzionismo. Il Pdl ha presentato 3mila emendamenti per impedire alla maggioranza di modificare la legge elettorale a 9 settimane e mezzo dalle Regionali di marzo e a 19 giorni dallo scioglimento del Consiglio.

Poi, durante la lunga discussione generale, sei ore e mezza in tutto, anche un ordine del giorno con cui, ai sensi dell’articolo 46 del regolamento interno al Consiglio regionale, ha proposto di non procedere e sospendere l’esame della proposta di legge visto che “si è riscontrata una profonda divergenza tra maggioranza e opposizione, tale da non consentirne l’approvazione con ampio assenso” come fu nel 2005 e come è auspicato in caso di leggi che dovrebbero essere super partes, come quelle elettorali.

Il Consiglio si è così aggiornato a oggi ma sarà preceduto dalla conferenza dei capigruppo che dovranno valutare il da farsi anche perché, oltre allo scoglio dello sbarramento al 4%, c’è il problema temporale degli emendamenti. L’Ufficio di presidenza deve valutarne l’ammissibilità e l’omogeneità e solo per fotocopiarli tutti, per ognuno dei 70 consiglieri, servirebbero non meno di tre giorni.

 Le posizioni comunque sono nette. Il Pdl è contrario a “cambiare le regole durante il gioco” ritenendo “scandaloso” tradire il patto tra maggioranza e opposizione che nel 2005 ha rinviato al 2010 lo sbarramento di lista. Breve e esaustivo l’intervento di Palese: “Senza se e senza ma all’eliminazione dello sbarramento. Non si può toccare niente della legge elettorale perché non ci sono i tempi.

Useremo tutti gli strumenti a disposizione per impedire questo colpo di mano”. Maniglio, capogruppo Pd, nel suo intervento aveva rivolto un appello alle opposizioni per “svelenire il clima” e arrivare alla “più ampia condivisione”, indicando anche due soluzioni: l’abbassamento del quorum del 4% o il rinvio al 2015 della sua entrata in vigore, 2 possibilità che ovviamente farebbero comodo ai partititi.

Il Consiglio di oggi, peraltro, riprenderà ancora dalla discussione generale visto che la prima giornata si è chiusa poco prima delle 21 (si è aperta con un minuto di silenzio per le vittime di Haiti) con ancora 15 iscritti a parlare. In più, oggi, è prevista la possibilità di replica per i consiglieri che hanno già fatto un intervento ieri. Col nodo dello sbarramento, in discussione c’è anche un’altra questione irrisolta: le quote di parità.

La novità in Puglia sarebbe quella di esprimere, alle prossime Regionali, la doppia preferenza con l’obbligo di indicare il nome di un uomo e una donna. L’emendamento presentato in una conferenza stampa della consulta regionale femminile dall’assessore ai Servizi sociali Gentile e dalla consigliera Pina Marmo (Pd), le uniche due elette 5 anni fa, peraltro con il premio di maggioranza. La proposta si rifà alla legge della Regione Campania, considerata pienamente legittima dalla Corte Costituzionale. Si tratterebbe di introdurre la doppia preferenza subordinata alla garanzia della parità di genere e ove l’elettore non rispetti tale modalità di espressione di voto, la seconda preferenza risulti annullata.


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