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‘Casini traduce la politica con una tripla del totocalcio: 1, X, 2. Per lui solo un last minute’

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Pionati (Alleanza di Centro). “Non esistono linee politiche”.

 

PIONATI, segretario nazionale Alleanza di Centro – Casini sta cercando di tradurre in politica la tripla del totocalcio: 1 X 2. Per lui non esistono linee politiche esistono solo il posizionamento last minute e la ricerca delle posizioni più convenienti in termini di potere. Per chi crede nel bipolarismo, sia nel centrodestra che nel centrosinistra è il momento di passare dal corteggiamento all’isolamento dell’Udc.

DE MAGISTRIS, europarlamentare Idv – La vittoria di Vendola è un monito a tutta la classe politica nazionale e locale. Una lezione di democrazia in cui viene affermata una verità innegabile: non c’è strategia o laboratorio politicoelettorale che si possa imporre dall’alto, passando sulla testa dell’elettorato e decidendo nelle segrete stanze del potere. Ora la sfida è vincere le regionali cercando di lavorare a una coalizione del centrosinistra che coinvolga i partiti ma soprattutto società civile, associazionismo, movimenti che hanno a cuore la difesa della Puglia dall’arroganza berlusconiana.

BONDI, coordinatore nazionale Pdl – Dopo che il Pd ha scelto i propri candidati in Puglia, nel Lazio e in Piemonte, rispettivamente il convinto comunista Vendola, la radicale Bonino e la laicista anticlericale Bresso, penso che l’Udc dovrebbe riflettere seriamente sulla propria scelta azzardata di allearsi con la Sinistra.

COSTA, deputato Pdl – Il dato emerso dalla primarie in Puglia è inequivocabile: è stata una reazione molto energica degli elettori e degli schemi calati dall’alto. A mio parere però l’elemento rilevante è nel fatto che tutto questo disorientamento, tutta questa confusione all’interno del Pd è stata alimentata da un fattore esterno che molto abilmente si è insinuato nel Pd fino quasi a farlo implodere: il fattore Udc. Casini molto probabilmente ha posto un aut aut al Pd e mi pare che in questa rete ci siano caduti politici esperti ed accorti come D’Alema e Bersani e questo ha provveduto a far riemergere ulteriormente le contraddizioni del partito.

CAPEZZONE, portavoce Pdl – Casini tenta di fare troppe parti in commedia, e gli elettori non lo premieranno proprio per questa ragione. Un partito può stare a destra, oppure a sinistra, oppure da solo: ma fare tutte e tre le cose contemporaneamente è davvero troppo.

MANIGLIO, capogruppo Pd alla Regione Puglia – I 200mila pugliesi sono la più grande risorsa del centrosinistra. E soprattutto in una regione dove la destra raccoglie grandi consensi, governa 4 province ed esprime l’unico ministro del Sud, la loro passione sarà decisiva per vincere la sfida di marzo con la destra di Fitto.
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