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Provincia/ Si avvicina l’ora della verità

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La politica dei due forni criticata dal Pdl. Mazzone prende le distanze da Agostinacchio e Marinacci. Ma dopo lo strappo regionale, difendere l’Udc è diventato impossibile.

 

E adesso? Con la decisione assunta dall’Udc di sostenere alle regionali Adriana Poli Bortone (tenendo fede, va detto, ad un patto d’azione che l’Unione di Centro aveva concordato con il movimento “Io Sud” dell’ex sindaca di Lecce) torna fragorosamente a riproporsi il tema della verifica politico-programmatica a Palazzo Dogana.
Il Pdl continua a far quadrato attorno al Presidente Pepe, ma l’impressione è che adesso dovranno serrarsi i tempi della verifica partendo dall’ormai quasi acquisito dato di fatto che, così com’è successo nella sfida elettorale comunale di Foggia, i centristi non correranno, alle regionali, con il Pdl. Gabriele Mazzone, coordinatore provinciale del Pdl, è però un navigatore di lungo corso della politica, e replica alla durissima conferenza stampa che i due dissidenti di Palazzo Dogana (il capogruppo della Destra, Paolo Agostinacchio e l’ex Udc, Nicandro Marinacci) restituendo l’accusa al mittente: “ritengo inaccettabile il metodo della richiesta di verifica attraverso le conferenze stampa: è un metodo che non porta nessun contributo ai fini di una eventuale ridefinizione del quadro politico e del rilancio dell’attività dell’Amministrazione Provinciale. Le verifiche si chie dono e si fanno all’interno della maggioranza di cui si fa parte, nel rispetto della coerenza fra posizioni assunte e l’appartenenza alla maggioranza stessa.”. Mazzone però non si nasconde dietro il dito, ed anzi, preferisce prendere il toro per le corna: “quello dell’UDC costituisce un grosso problema politico, non solo per l’Amministrazione provinciale, ma anche per tutte quelle Amministrazioni comunali in cui è presente I’UDC assieme alle altre forze politiche di centro-destra. E un nodo politico che sarà sciolto nei tempi e nei modi dovuti, nel rispetto di quelle regole che ogni forza politica ha al suo interno. Tentare di forzare i tempi è dannoso e controproducente.”
Mazzone prende tempo, ma non si esime dal sottolineare che “la politica delle alleanze variabili praticata dall’UDC è per noi assolutamente inaccettabile, e non faremo nulla per favorirla. Noi rispettiamo la posizione dell’UDC così come va rispettata la nostra, e le conseguenze politiche che da quella posizione inevitabilmente deriveranno. Toccherà poi alla coalizione e al Presidente Pepe valutare la nuova situazione che potrà venire a determinarsi.” Una situazione che sembra ormai volgere al peggio, in quanto non sembra esservi più alcun margine per un recupero dei centristi nella coalizione di centrodestra che cercherà di conquistare la maggioranza alla Regione. Forse per questo, la prima preoccupazione di Mazzone è quella di far quadrato attorno al Presidente Pepe: mantenere la coesione all’interno del Pdl è il miglior viatico per affrontare una verifica che sembra comunque insidiosa: “Il PDL ritiene ingenerose le valutazioni fatte sull’operato del Presidente Pepe, al quale rinnoviamo la fiducia, stima e apprezzamento per il suo impegno ai fini del rilancio dei programmi di sviluppo sociale, civile ed economico della Provincia di Foggia. Nessuno deve dimenticare che Pepe ha avuto ruolo determinante nel successo elettorale ottenuto dalla coalizione di centro-destra, che da tempo immemorabile era relegata al ruolo di opposizione dell’Amministrazione provinciale. Il Presidente Pepe costituisce un raro esempio il suo tratto umano e per il rigore morale che esercita nella conduzione della cosa pubblica, e per il ruolo irrinunciabile di mediazione e di equilibrio per le diverse componenti dell’attuale maggiora di centro-destra.”


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