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Gazzetta del Mezzogiorno, è corsa a tre per l’acquisto del quotidiano pugliese

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Contesa tra Angelucci, Caltagirone e De Benedetti. Tutti interessati a sbarcare nell’informazione del sud.

 

Partita a tre per acquistare la Gazzetta del Mezzogiorno. Lo storico quotidiano di Puglia e Basilicata pare essere oggetto della contesa tra i gruppi Angelucci, Caltagirone e De Benedetti. Realtà che già contano una presenza corposa nel mondo dei media e che, stando a quanto raccolto dal Corriere del Mezzogiorno, sono decisi a sbarcare con determinazione nell’informazione meridionale. Sul piatto ci sono offerte economiche che varierebbero tra i 100 e i 110 milioni alle quali va aggiunto un piano editoriale il cui «peso» sembra non essere di poco conto. La famiglia catanese Ciancio Sanfilippo, che detiene il 69% delle quote di Edisud, non ha mai nascosto la volontà di passare la mano a nuovi investitori, ma «senza svendere la partecipazione con un prezzo non inferiore a 112,8 milioni».
Tuttavia, Ciancio Sanfilippo, oltre a controllare numerose emittenti televisive locali, è editore del Giornale di Sicilia (ha anche quote nella Gazzetta del Sud) e deve tener conto dei piani di sviluppo degli acquirenti. Angelucci è proprietario di Libero e del Riformista e, negli ultimi mesi (ma le trattative sono in piedi da oltre due anni), ha più volte corteggiato gli imprenditori siciliani anche per alimentare la strategia che allontana il gruppo dall’asset case di cura-cliniche. Per quanto riguarda Caltagirone è proprietario del Messaggero, Mattino e Gazzettino, testate leader rispettivamente a Roma, Napoli e Venezia. Inoltre, controlla due quotidiani locali: Corriere Adriatico, nelle Marche, e Nuovo Quotidiano di Puglia, in distribuzione nel Salento. Una rappresentanza radicata nel Centro-Sud che potrebbe essere «arrotondata» con un quotidiano interregionale. Per De Benedetti il discorso è differente dato che è proprietario di realtà editoriali di caratura nazionale come Repubblica e L’Espresso. Ma Finegil controlla numerose società locali (come Tirreno, Gazzetta di Mantova, Nuova Ferrara, Tribuna di Treviso) e, liquidità permettendo, avrebbe l’occasione di primeggiare nelle testate territoriali.
Dalla proprietà non giungono conferme, ma viene ribadita la volontà di vendere il pacchetto del 69% a soggetti in grado di tenere fede all’impegno finanziario. «La Gazzetta del Mezzogiorno— afferma Mario Ciancio Sanfilippo— è come una bella donna: tutti la vogliono sposare. La situazione non è cambiata, chi vuole acquistare la proprietà si faccia avanti: la valutazione economica rimane nei valori già comunicati». Poi, un’analisi di contesto. «Chi vuole investire nel mondo dell’informazione— conclude l’imprenditore — non ha molte alternative: deve prendere in considerazione quotidiani già avviati e solidi. Pare proprio che, in Italia, l’unica testata in grado di soddisfare queste qualità sia la Gazzetta del Mezzogiorno. Abbiamo risanato i conti e rafforzato la capacità di essere sul mercato». Sulla partita Edisud il confronto prosegue e l’esito finale potrebbe giungere tra qualche giorno.
L’ultimo passaggio di mano, realizzato in casa Gazzetta, risale ad aprile del 2008 quando il 30% del capitale transitò dalla Società editrice siciliana di Messina (Ses) alla Fimco di Noci legata alla famiglia Fusillo (presidente Emanuele, amministratori delegati Giovanni e Vito). Costo dell’operazione 35 milioni. Pochi giorni prima era sfumata l’ipotesi Degennaro. L’esito della due dilicence (procedura messa in atto per analizzare il valore di un’azienda per la quale vi siano intenzioni di acquisizione) scoraggiò l’imprenditore-rettore (ovvero Emanuele Degennaro, numero uno della Libera Università Mediterranea). Per Mediobanca (parte finanziaria) e PricewaterhouseCoopers (parte contabile) l’operazione non era sostenibile. L’unico azionista che non ha mai mollato è Giacomo Gorjoux: con l’1% rimane alla finestra e osserva i movimenti tra i pretendenti.
Vito Fatiguso


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